Nuovo codice Antimafia, veto di Boccia: «La giustizia del sospetto fa un grave danno all'economia»

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di Nando Santonastaso

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Presidente Boccia, c'è un problema di cultura anti impresa in questo momento nel Paese?
«Siamo il secondo Paese manifatturiero d'Europa e nonostante questo scontiamo una cultura antindustriale tra le più forti al mondo. Si tratta di una posizione demagogica che va combattuta a tutti i costi perché nel lungo termine può portare, anzi certamente porterà, alla paralisi del sistema industriale. Da noi l'imprenditore è una figura raramente connotata in positivo e alla quale spesso si guarda, invece, con sospetto più che con rispetto. È un problema antropologico e culturale, prima ancora che di politica economica e del diritto. Ed è questa la motivazione di fondo di un approccio legislativo, ma anche amministrativo, che sempre più spesso crea cortocircuiti».
Si riferisce alle misure antimafia in discussione che il Senato vorrebbe applicare anche ai casi di corruzione?
«Sì, i cortocircuiti sono tanto le norme sulle misure di prevenzione applicate ai reati di corruzione di cui si discute in questi giorni, quanto un certo orientamento, ormai invalso, per cui il diritto penale non si applica più con le garanzie del processo, ma nella fase cautelare, in cui queste garanzie sono molto attenuate. Da qui il passo all'estensione di una legislazione eccezionale come quella sulle misure di prevenzione è breve: se la risposta che il legislatore offre ai fenomeni è sempre più anticipata, queste misure la anticipano a un punto tale che nemmeno le garanzie minime del cautelare sono più richieste».
La corruzione non è un male da estirpare in ogni modo?
«Ma i procedimenti indiziari non possono essere la regola, anche per i fenomeni di corruzione. Fenomeni che vanno prevenuti e contrastati, su questo non può esserci alcun dubbio, ma con la consapevolezza che la vera prevenzione e il vero contrasto vengono da buone regole, dall'importante lavoro di istituzioni come l'Anac, che in questo senso è stata e continua a essere preziosa, e dall'effettività della sanzione applicata a conclusione di un giusto processo». 

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Lunedì 3 Luglio 2017, 08:53 - Ultimo aggiornamento: 04-07-2017 08:01
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2 di 2 commenti presenti
2017-07-03 18:06:44
resto basito. Non tanto dalle risposte di boccia (e che ti aspettavi che dicesse?) quanto dalle (non) domande zerbinamente poste. questo qua serafico afferma che "Da noi l'imprenditore è una figura raramente connotata in positivo e alla quale spesso si guarda, invece, con sospetto più che con rispetto". e il giornalista mica gli domanda "scusi, ma le tasse le evade più un imprenditore o un suo dipendente"? niente. silence. questo qua afferma serafico che abbiamo una "cultura antindustriale tra le più forti al mondo" e il giornalista mica gli domanda "ma perchè, non vi bastano le decine di forme di precariato, l'abolzione dell'art. 18, la decontribuzione. cos'altro volete?". questo tale afferma serafico "il diritto penale non si applica più con le garanzie del processo, ma nella fase cautelare, in cui queste garanzie sono molto attenuate". e qui il giornalista potrebbe avere una scusante. nno avendo studiato legge, non può capire il vero e proprio non senso di questa frase. che provo a spiegare con un esempio metaforico: se a me automobilista mi si blocca il conto corrente perchè non ho pagato 4 multe non è forse un sequestro CAUTELATIVO? e perchè a me sì e a te no, oltretutto per un reato leggermente più grave? questo qui afferma serafico che "i procedimenti indiziari non possono essere la regola". e il giornalista mica gli chiede "scusi ma ha mai sentito parlare di procedimenti che non nascono come indiziari"? riprendo la metafora di prima: se mi bloccano il conto è perchè c'è l'indizio mica la certezza che non voglio pagare le 4 multe. inoltre: se il sequestro dei beni di un collega di boccia (collega SUO non mio) è contestuale all'arresto, non lo sa boccia che l'arresto si ha in presenza di a) indizi gravi e concordanti b) pericolo di fuga? e mica il giornalista, che tutto ciò dovrebbe sapere, gli chiede "scusi boccia, e allora quando dovrebbe avvenire il sequestro? quando l'indiziato, grazie ai beni NON sequestratigli, è già alle seychelles"? infine: possibile che il giornaliasta non si sia accorto che il tale confondeva VOLUTAMENTE precauzione e sanzione? e glielo lascia dire? a sto punto, tanto valeva dirgli "boccia,scrivici un paio di cartelle", piuttosto che fargli da zerbino. va bene che si è pagati per farlo (lo zerbino intendo) e va bene che oramai fare il giornalista (per lo meno in questo modo) è un modo come un altro per non lavorare, però insomma: almeno che ci si diverta un po'. o no?
2017-07-03 13:27:14
Per una nazione come l´Italia portata avanti con la corruzione, molto presente pure tra i magistrati e eloquenti prof. giustiziali, chi é contro una legge del genere é perché vuole continuare a perversare. Finché le pene non saranno certe, la magistratura svolgerá il lavoro sol a pat time, non si fermerá l´evasione per parte da addebbitare alla corruzione. Case e appartamenti regalati, auto e viaggi, ferie da 5/e stelle per accosnsentire poi leggi a discapito dei cittadini? No ben venga questa legge , avvicinerá l´Italia a paesi civili, dove esiste,ovunque, la corruzione ma non tanta come in italia.

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