Caso Vitiello, Bisi: «Candidato massone per hobby? No, può sempre risvegliarsi»

di Valentino Di Giacomo

«Dopo il caso del massone candidato con il Movimento 5 Stelle è cominciata la gara a chi la spara più grossa. Qualche giorno fa Di Maio accomunò i massoni agli omofobi e ai razzisti, ieri Renzi ha equiparato gli scrocconi e i truffatori agli iscritti alla fratellanza. È l'ora di dire basta, esigiamo rispetto da tutti». Stefano Bisi, Gran Maestro Venerabile della più importante obbedienza italiana, il Grande Oriente d'Italia, decide di parlare in seguito alla notizia diffusa in esclusiva dal nostro giornale su Lello Vitiello, il «grembiulino» messo in lista da Di Maio nel collegio uninominale di Castellammare. Lo fa per rispondere agli attacchi, ma anche per chiarire il profilo di Vitiello, «fratello in sonno» ed oratore della loggia napoletana Sfinge.

Vitiello ha parlato della sua attività in massoneria come un hobby, è possibile?
«La massoneria non è un hobby come la filatelia, la pesca o il calcetto, ma è un lungo percorso spirituale che i fratelli cominciano con il fine ultimo di fare del bene all'umanità. Evidentemente se Vitiello ha compiuto questo percorso come un passatempo ha sicuramente sbagliato percorso, anche se comprendo le sue difficoltà visto che si è trovato nell'occhio del ciclone».

Il candidato dell'M5s era oratore. È un ruolo importante nelle logge?
«È colui che è preposto a far rispettare la legge massonica. Possono diventare oratori solo i fratelli che hanno già raggiunto il grado di Maestro da almeno un anno. L'oratore viene eletto dopo una votazione degli aderenti alla loggia, quindi bisogna godere di stima e apprezzamento da parte dei fratelli».

Eppure Vitiello nel suo comunicato ha detto che la sua esperienza in massoneria è durata per un breve periodo.
«Non so stabilire cosa significhi un breve periodo, lui è più giovane di me, io sono nel Goi dal 1982 e di sicuro Vitiello è stato meno anni di me nella fratellanza. Comunque lui dice di essersi assonnato, dimesso direbbero i profani, quindi non partecipa ai lavori della sua loggia».

Ma quando si entra in massoneria ci si può dimettere?
«In realtà massoni lo si è per tutta la vita, infatti è previsto un rito di iniziazione. Poi, per l'appunto, c'è la possibilità di dimettersi e quindi di assonnarsi. È un processo reversibile perché in seguito il fratello può anche decidere di risvegliarsi e quindi riprendere le attività all'interno della loggia dopo che gli viene concessa questa possibilità».

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Martedì 13 Febbraio 2018, 09:59
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