Brexit, Calenda: evitare rottura ma non a qualsiasi costo. Rischio danni fino a 1% export

«La fine del rapporto con la Gran Bretagna» può portare danni all'export italiano «per 350-370 milioni di euro» in caso di accordo di libero scambio sulla scia di quello con la Norvegia o con il Canada, o «fino a 4,5 miliardi di euro se ci sarà una rottura profonda». Così il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda al convegno del Messaggero parlando della Ue dopo la Brexit, sottolineando che «è un rischio» ma in caso di rottura «non moriamo. Va evitato ma non a costo di non preservare le libertà» previste dall'Europa. Calenda ha sottolineato che 4,5 miliardi sono l'1% dell'export italiano.

 


Calenda ha poi raccontato un colloquio avuto con il ministro degli Esteri Boris Johnson. Al collega britannico che cercava in pratica di minacciarlo avvertendolo che senza un accordo con la Gran Bretagna l'Italia non avrebbe più venduto il prosecco agli inglesi, Calenda ha replicato: «Io venderò un po' meno vino a un paese, ma tu meno fish and chips a 27 paesi».

Insomma, ha proseguito il ministro, «dobbiamo andare verso una negoziazione. Ma siamo in una condizione di dover accettare qualunque proposta dalla Gran Bretagna? No. Credo che questo sia un punto di partenza. Non è che se non facciamo un accordo moriamo, ma dobbiamo evitare una rottura a qualunque costo». 

«La negoziazione per la Brexit non sarà facile fin quando non termina lo scontro politico interno alla Gran Bretagna», ha continuato Calenda. «Un Europa unita con la Gran Bretagna era una illusione - ha aggiunto il ministro - certo si prospetta un occidente più frantumato che mai e dopo la Brexit i rapporti con gli Usa saranno più difficili».

 
Giovedì 9 Novembre 2017, 12:11 - Ultimo aggiornamento: 09-11-2017 16:15
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP