Berlusconi rilancia: noi unica alternativa ai Cinque Stelle

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di Emilio Pucci

ROMA. «Prepariamoci al voto, in questi sei o sette mesi di campagna elettorale, occorrerà lavorare per conquistare tutti i collegi». Al tavolo di palazzo Grazioli molti coordinatori non hanno nascosto la sorpresa. «Berlusconi si sarà sbagliato», il commento di qualcuno. Ma quel riferimento temporale alle urne in realtà non è stato solo un passaggio involontario.

Il fatto è che il Cavaliere auspica ora che si vada alle elezioni a maggio. Ha un processo pendente, il Ruby-ter, ma l'8 marzo scadono i termini della pena che gli è stata inflitta. Si potranno aprire gli spazi per presentare una candidatura con riserva, anche se non è certamente scontato che Berlusconi potrà riavere la riabilitazione politica. Altro step importante è quello del 22 novembre, con la Corte di Strasburgo chiamata a pronunciarsi sulla legge Severino. Dunque meglio far slittare le elezioni, in ogni caso non cambia nulla se non si andrà alle urne a marzo, il pensiero dell'ex premier.

Non la pensano così Salvini e Meloni. Solo due giorni fa il leader leghista ha minacciato di fare fuoco e fiamme se non otterrà al più presto la data delle elezioni. E anche per la presidente Fdi occorre staccare al più presto la spina alla legislatura.

Comunque anche ieri Berlusconi con i suoi non ha polemizzato con gli alleati. «Troveremo l'accordo sul governo, 12 ministri verranno dalla società civile, e sul programma. Dobbiamo inserire la pensione per le casalinghe e l'eliminazione dell'Imu per la seconda casa», ha spiegato ai commensali. Più difficile la partita sui collegi. «Noi vogliamo di più, più di Fdi e più di Fi», ha rilanciato il leghista Giorgetti. «La Lega non ci metterà i piedi in testa», l'urlo di battaglia risuonato in via del Plebiscito. Fdi non potrà rivendicare un candidato nella regione Lazio («Pirozzi non va bene», il parere degli azzurri) e neanche in Friuli. Nelle liste entreranno solo persone fidate («Non faremo l'errore del 2013 con Alfano», ha detto il Cavaliere) e pulite. «De Luca non è il nostro, ma non dobbiamo prestare il fianco alle critiche», l'appello di Berlusconi. Fuori chi non ha pagato le quote entro il 30 settembre e chi non si è iscritto in tempo. Porte aperte alla quarta e ad altre gambe del centrodestra. «Ci sarà», questo il resoconto fatto dall'ex premier, «una formazione liberale guidata da Costa e da Fitto», con il quale sembra che i rapporti siano migliorati. E un'altra di stampo cattolico con Cesa e Rotondi. Inoltre arriveranno altre liste: forse quella degli animalisti, di sicuro una proveniente dalla società civile.
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Venerdì 10 Novembre 2017, 08:52 - Ultimo aggiornamento: 10-11-2017 19:11


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