Legge elettorale, Grillo: «Cittadini responsabili se nasce nuova legge porcata»

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Rabbia, nausea e sconforto. Sono i sentimenti espressi da Beppe Grillo sul suo blog per commentare la legge elettorale e per promuovere la manifestazione fuori dal Parlamento che si terrà in questi due giorni di votazione in Aula. Il leader genovese intende prendere parte alla protesta personalmente e verrà a Roma. 

Nel lungo post dai toni amari Grillo prende di mira Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. «I ragazzi, la gente - scrive - forse non sa che uno è un evasore doloso, un ex badante della nipote di Mubarack mentre l'altro uno spergiuro (aveva giurato che, se avesse perso il referendum, sarebbe uscito dalla politica). Ma davvero non lo sanno? Non ci credo, la gente se ne frega perche' ha trovato l'alibi giusto: l'armageddon del qualunquismo finale: 'tanto sono tutti uguali».

Poi aggiunge: «Vedo i padri come tanti giocatori d'azzardo che prosciugano l'eredità morale, quella culturale ed economica destinata ai loro figli dietro una foglia di fico spregevole: il qualunquismo del giudizio. La ritualizzazione della nenia che non cambia nulla a seconda di chi voti. Ebbene non è così, e questa scomparsa della morale pubblica non sarà un alibi sufficiente per nessuno quando avremo consegnato tutto nelle mani dei portaborse dei due amici naturali, i due imbroglioni, soltanto per quella scusa puerile. Mentre vi lasciate distrarre dalle loro noiose finte divisioni: fatte di soggetti politici che ribollono soltanto nella fantasia dei media, sempre più divisi eppure sempre più uniti nello scopo finale: lasciare tutto come sta, non cambiare neppure la combinazione dei forzieri che contengono la virtù e i valori di questo paese per il futuro di chi vi seguirà».

Infine il messaggio ai giovani: «Tradire le generazioni a venire oggi ha la forma di lasciarle impantanare nei resti della squallida storia recente, io questo non lo perdonerò al Paese: elettori e giornalisti saranno una cosa sola se non resteranno svegli almeno il giorno delle urne», prosegue Grillo. «E' poco ricordare, come ha fatto Di Maio, che i cittadini avranno la loro parte di responsabilità se nascerà l'ennesima legge elettorale porcata. Perché la verità è ancora più torbida, non lasciare nulla a chi ci seguirà, ai nostri discendenti, è una cosa che non ha nessuna scusante: figuriamoci se basta qualche ritornello di una stampa asservita a servire da salvataggio morale per i padri nei confronti dei figli. Il susseguirsi ininterrotto di governi abusivi, corrotti, inetti ci ha reso immuni dai sintomi della malattia», sottolinea. 

«Dovremmo provare rabbia, nausea, sconforto di fronte a questa malattia cronica e, invece, abbiamo sviluppato degli anticorpi che, a differenza delle normali patologie, invece di salvarci ci condannano alla morte delle idee e della dignità», conclude.
Mercoledì 11 Ottobre 2017, 11:11 - Ultimo aggiornamento: 11-10-2017 12:32
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