Referendum, in Veneto vince il sì: caos dati e polemiche in Lombardia

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Al referendum vince il "sì" all'autonomia: i dati parlano del 57,2% di cittadini al voto in Veneto e il sì è stato del 98,1% per cento. Per la Lombardia, il governatore Roberto Maroni ha invece delineato il dato del 40%, astensione record a Milano. Il sì è al 95,64% dopo il 60,4% dei voti elettronici scrutinati, ma fioccano le polemiche per il voto elettronico che ha causato rallentamenti nelle operazioni di scrutinio.

«L'esito del referendum in Lombardia e Veneto conferma l'importante richiesta di maggiore autonomia per le rispettive regioni. Il governo, come ha sempre dichiarato anche prima del voto di oggi, è pronto ad avviare una trattativa», afferma Gianclaudio Bressa, sottosegretario per gli Affari regionali, alla chiusura dei seggi elettorali in Lombardia e Veneto. «Noi chiediamo tutte le 23 materie, lo dico subito, e i nove decimi delle tasse - ha spiegato il governatore del Veneto Zaia -Incontreremo il presidente del Consiglio - ha aggiunto - quando il nostro progetto sarà pronto».

Sull'onda di questi dati, dal voto in Veneto e Lombardia parte una nuova fase che sarà caratterizzata dalla trattativa fra le due Regioni e lo Stato, in base all'articolo 116 della Costituzione. Per chiedere poteri esclusivi in «tutte le materie concorrenti», hanno anticipato i governatori Luca Zaia e Roberto Maroni, ma anche più risorse. È stato proprio il governatore del Veneto, accompagnato dalla moglie, il primo ad andare a votare. Zaia, come promesso, si è presentato prima delle 7 davanti alla scuola elementare di San Vendemiano, il comune in provincia di Treviso dove vive. «È una pagina di storia che si scriverà - ha osservato -. Il Veneto non sarà più quello di prima. Sta poi ai veneti, e ai 'nuovi venetì, ai tanti che hanno scelto di avere qui un progetto di vita, approfittare di questa opportunità».

Se il ministro e vicesegretario Pd Maurizio Martina aveva ribadito la linea della «astensione consapevole al referendum della Lombardia, perché si è sprecato tempo e denaro per un quesito inutile», la Lega ha guardato la giornata di oggi con occhi diversi. «Se alcuni milioni di persone ci danno il mandato - ha promesso il segretario Matteo Salvini, votando a Milano - noi da subito trattiamo con il governo centrale. Io sarei andato a votare chiunque lo avesse proposto». Ultima parola a Bossi. Il presidente-fondatore del Carroccio si è presentato intorno alle 17 al seggio dell'istituto comprensivo di via Fabriano, a Milano, vicino alla sede di via Bellerio. Bossi ha detto che a lui piace ancora l'idea dell'indipendenza del Nord. I referendum non sono inutili, ma «sono l'unica possibilità di tamponare la crisi sociale che arriva: anche se l'autonomia blocca l'indipendenza».


 
Domenica 22 Ottobre 2017, 01:19 - Ultimo aggiornamento: 23-10-2017 08:35
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3 di 3 commenti presenti
2017-10-22 20:10:07
Dopo la "farsa plebiscitaria del 1860"(questo referendum,sono le "carte a parlare", fu imposto ,alla votazione del si ,sotto minaccia,in caso contrario, di imporre notevoli tributi alla popolazione...) nel nuovo statuto fu imposto,come poteva essere diversamente, l'articolo:"l'italia una e indivisibile.....",sotto l'aspetto formale.....mentre sotto l'aspetto sostanziale,beh,è di queste ore il risultato! "viva l'italia !!
2017-10-22 18:27:25
CURIOSO CASO questo del referendum lombardo-veneto: scelta di tempo eccellente. Veniamo da 8 anni di crisi economica e tutti zitti sulle voglie secessioniste, ora che c'è ripresa economica SOLO in quelle due regioni (non nel resto del paese) vogliono in gran fretta tenersi tutto il "malloppo". Chi pensava in un cambio direzione nelle politiche leghiste ora ha le idee più chiare.
2017-10-22 16:48:36
10% 21% ridicoli

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