Stracciare le leggi dei rivali: la nuova mania della politica

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di Mario Ajello

L'abolizionismo era il movimento che si batteva per la cancellazione del mercato degli schiavi, tra fine 700 e 800. Ma quello rappresentò un'istanza profonda, figlia dell'illuminismo. La febbre abrogazionista, detta anche l'abolizionite, che invece impazza in questa campagna elettorale che cos'è? Una sorta di indiscriminata, e trasversale, corsa alla damnatio memoriae (ognuno ha qualche legge da abolire tra quelle che hanno fatto gli avversari quando erano al governo) e un modo di andare avanti guardando indietro. Che forse non è il modo più giusto per procedere. E comunque, di fronte a questa febbre dello smontiamo tutto, si sgolano inutilmente quelli che la pensano come Carlo Calenda: «Abolire è la parola chiave di questa fase. Me se al posto di abolire usassimo costruire, non faremmo un soldo di danno». Parole che evidentemente Giggino Di Maio non ha sentito e non vuole ascoltare. L'ultima trovata dell'abolizionismo, annunciata ieri, è infatti quella di costruire un sito ad hoc - a cura dei 5 stelle e denominato www.leggidaabolire.it - che s'accompagna alla promessa di abrogare in un colpo solo, se i grillini vincono, 400 «leggi inutili».
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Giovedì 11 Gennaio 2018, 09:45 - Ultimo aggiornamento: 11-01-2018 18:25
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1 di 1 commenti presenti
2018-01-11 16:31:22
certo,il costruire passa anche attraverso l'abolizione di cose fatte male

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