Siria, allerta sulle rotte aeree del Mediterraneo: possibile black-out per lancio di missili

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Venti di guerra in Medio Oriente per la crisi siriana. L'agenzia europea del trasporto aereo (Easa) ha messo in guardia le compagnie aeree della possibilità di operazioni militari con missili aria-terra e di interruzioni delle comunicazioni di navigazione radio con la richiesta di prendere tutte le cautele per la pianificazione delle operazioni di volo nel Mediterraneo orientale e area di Nicosia. «Abbiamo informato ieri gli Stati membri dell'Easa ed Eurocontrol che a causa di possibili attacchi aerei sulla Siria nelle prossime 72 ore», ha indicato un portavoce Easa. A partire, appunto, da ieri. L'Easa ha invitato le compagnie «di prendere in considerazione l'avviso per elaborare i piani di volo». 

Immediata la risposta di Trump che in un twitt ha scritto: «La Russia si preparì, i missili arriveranno». E subito dopo la risposta di Mosca: «I missili “intelligenti” dovrebbero volare verso i terroristi, non verso il governo legittimo» della Siria. È la prima risposta di Mosca al tweet di Donald Trump per bocca della portavoce del ministero degli Esteri russo.





La Gran Bretagna lavorerà con i suoi «più stretti alleati» per valutare in che modo i responsabili dell'ultimo attacco in Siria possono essere tenuti a renderne conto. È quanto riferisce Sky News riportando una dichiarazione di Theresa May. «L'uso continuato di armi chimiche - sostiene la premier britannica - non può rimanere incontrastato». 

La premier britannica Theresa May ha poi ordinato di spostare i sottomarini nel raggio d'azione missilistico per un'eventuale azione contro il regime siriano. Lo riferisce il Daily Telegraph, aggiungendo che May ha convocato per oggi una riunione di gabinetto di emergenza. La premier non ha ancora preso una decisine definitiva sulla partecipazione di Londra a un intervento con gli alleati, ricorda il giornale, ma fonti governative affermano che sta «facendo tutto il necessario» per essere pronta a farlo. 


Intanto la Russia ha annunciato che da domani la sua «polizia militare» sarà schierata a Duma, la città siriana che si ritiene sia stata colpita da un attacco con armi chimiche, per garantire «ordine e sicurezza». Lo riporta la Tass citando il generale Viktor Poznikher, primo vice del capo del Dipartimento operativo principale dello Stato maggiore russo. Per Mosca ci sarebbero i Caschi bianchi, organizzazione di volontari vicini ai ribelli, dietro l'attacco chimico del 7 aprile scorso a Douma, attribuito dall'Occidente al regime. L'accusa pesantissima arriva dal generale russo Viktor Poznikhir, numero due del dipartimento operativo dello Stato maggiore, che, nel corso di una conferenza stampa, ha denunciato: «I caschi bianchi hanno ancora una volta messo in scena davanti alle telecamere un attacco chimico contro i civili nella città di Douma».

ll presidente siriano Bashar al-Assad avrebbe lasciato il palazzo presidenziale a Damasco assieme alla sua famiglia con un convoglio militare russo per timore di un attacco americano. È quanto si apprende sul sito del giornale Al-Quds al-Arabi, che cita «media israeliani». Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna si stanno consultando sulla possibilità di sferrare un attacco militare contro la Siria nei prossimi giorni in risposta al presunto attacco chimico verificatosi sabato scorso a Douma, nella Ghouta orientale, di cui il regime di Damasco è considerato da molti responsabile. 


L'esercito russo si è riservato il diritto di «abbattere i missili» e «distruggere le fonti di lancio» in caso di aggressione degli Stati Uniti contro la Siria. Lo ha detto l'ambasciatore di Mosca in Libano, Alexander Zasypkin, sottolineando che «le forze russe affronteranno qualsiasi aggressione degli Stati Uniti contro la Siria». La marina militare russa effettuerà esercitazioni belliche nei pressi delle acque territoriali siriane oggi e domani (11 e 12 aprile), dal 17 al 19 aprile e dal 25 al 26 aprile. Lo riporta Interfax che cita il Notam, strumento di notifica delle condizioni dello spazio aereo internazionale. La zona interessata alle esercitazioni verrà chiusa. Secondo Interfax, sono 15 i vascelli russi coinvolti, tra cui le fregate Grigorovich ed Essen, dotate di missili da crociera Kalibr, e sottomarini.

Intanto anche Israele alza i toni. Se l'Iran agirà contro Israele dal territorio siriano, «il presidente Bashar Assad e il suo regime saranno quelli che pagheranno il prezzo». Il messaggio arriva da alti ufficiali del sistema di difesa israeliano e dell'esercito dopo le recenti minacce di Teheran dopo l'attacco, attribuito ad Israele, alla base aerea T4 in Siria. «Il regime di Assad e lui stesso - ha detto una fonte al Jerusalem Post - spariranno dalle mappe e dal mondo se gli iraniani tentassero di colpire Israele dal territorio di Damasco. La nostra raccomandazione a Teheran è che non provi ad agire. Israele è determinato a continuare su questo tema fino ad una fine vera».



 
Mercoledì 11 Aprile 2018, 10:26 - Ultimo aggiornamento: 12-04-2018 07:59
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