Usa, McCain avverte la Corea del Nord: «Se attacca, pagherà con l’estinzione»

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di Luca Marfé

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NEW YORK - «Kim Jong-un deve sapere che il prezzo di un’eventuale aggressione è l’estinzione sua e dell’intera Corea del Nord».

Il senatore repubblicano John McCain non è uno abituato a girare attorno alle parole. Ed è così, in maniera netta ed inequivocabile come del resto è sempre stato nel suo stile di veterano di guerra, che si esprime sul dittatore nordcoreano e sulle sue reiterate provocazioni. Lo fa nel corso di un’intervista televisiva, la prima concessa all’indomani dell’intervento che è stato costretto a subire a causa di un tumore al cervello.

Più installazioni missilistiche sul territorio dell’alleato sudcoreano e pressione intensa ed insistente sulla Cina affinché si adoperi per sbrogliare la complicata matassa. Il tutto senza escludere, anzi in buona sostanza auspicando, lo sfoggio e l’eventuale impiego di testate nucleari attorno e dentro al perimetro della penisola coreana.

Lapidario: «L’opzione nucleare deve essere seriamente presa in considerazione».

E mentre Trump e i suoi, d’accordo più con i democratici che con i repubblicani, stanziano fondi per le vittime dell’uragano Irma, McCain non le manda a dire e reclama a gran voce un aumento delle spese militari. Definendo addirittura «devastante» la scelta di distrarre fondi a favore di altri dossier a danno di quella sicurezza nazionale che, negli ambienti della destra a stelle e strisce di cui il senatore dell’Arizona è rappresentante fiero, assurge al rango di vera e propria ossessione.

«Il mio primo dovere come presidente del Comitato dei Servizi Armati è quello di garantire che i nostri militari abbiano a disposizione tutto ciò di cui possano avere bisogno. Le recenti scelte del presidente non soltanto non forniscono ai nostri uomini e alle nostre donne tutto ciò di cui possano avere bisogno, ma mettono addirittura a rischio le loro vite».

Del resto, già in campagna elettorale, era stato proprio il tycoon a strizzare più volte l’occhio in quella direzione. «Ricostruire le Forze Armate», uno dei suoi slogan più gettonati.

C’è un’America che guarda con sospetto e timore alle manovre orientali. E ce n’è un’altra, invece, che scalpita per liberarsi una volta per tutte di Kim Jong-un. Ed è quella di John McCain. E, forse, di Donald Trump.
Lunedì 11 Settembre 2017, 11:13 - Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 21:03
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5 di 6 commenti presenti
2017-09-12 11:55:55
Di esaltati in questa squallida vicenda già c'è ne sono abbastanza,ci vuole anche l'intervento del fanatico militare
2017-09-12 09:14:52
l'onu ha messo le sanzioni alla corea , in parole povere ha tagliato il gas e la luce alla povera popolazione di quello scemo obeso , che già soffre per che quel cretino usa tutti i soldi per giocare alla guerra , mentre il popolo muore di fame .
2017-09-11 19:48:59
Una volta soggetti come Kim Jong cadevano vittime di improvvisi incidenti che ne stroncavano la loro inutile vita : i tempi sono cambiati ed anche l'America !
2017-09-11 19:29:26
McCaino è moribondo, ha un tumore in testa, ma continua a fomentare odia e minacciare. va in ucraina dai nazisti, poi fa le foto con il capo dell'isis Al-bagdani, adesso minaccia la corea. la giustizia divina o il karma sta facendo il suo corso....
2017-09-11 19:14:31
Quando non ci sarà più nessuno da bombardare Americani e Russi e GB. si bombarderanno fra loro, solo allora i sopravissuti, vivranno in pace

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