Usa, bufera sulle ammissioni ad Harvard: «Entra chi paga»

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Bufera su Harvard per i favoritismi nelle ammissioni all'istituto. Un segreto neanche troppo ben custodito nelle policy adottate per selezionare gli studenti della più famosa università d'America è venuto alla luce nel corso del processo per discriminazione razziale nei confronti degli americani di origine asiatica. Entrare a Harvard è difficile, ma diventa più facile se la famiglia del candidato promette donazioni consistenti ai progetti dell'ateneo, ad esempio finanziare la costruzione di un nuovo edificio, è emerso in una serie di email presentate in tribunale. «Ancora una volta avete fatto meraviglie. Sono eccitatissimo dalle persone che siete riusciti ad ammettere», aveva scritto l'allora Dean della Kennedy School of Government di Harvard David Ellwood in una mail in cui i due nomi degli studenti ammessi sono cancellati in neretto: «X e Y sono due grandi vittorie. X si è già impegnato per un edificio».

Le mail sono state presentate dall'avvocato del gruppo Students for Fair Admissions, che si batte contro l'uso di quote nelle ammissioni, come prova che Harvard offre ingiustamente trattamento preferenziale ai ricchi e famosi. I processo è ai suoi primi giorni di dibattito e dovrebbe durare tre settimane. Se raggiungerà la Corte Suprema diventerà un nuovo banco di prova delle politiche della «affirmative action» (le quote preferenziali per le minoranze) negli Stati Uniti. Fanno parte di Students for Fair Admissions gli studenti di origine asiatica rifiutati da Harvard e per i quali sarebbero stati usati standard più alti per garantire l'ingresso.

Che un assegno consistente possa rappresentare il passaporto per Harvard o altri college di elite è stato al centro di un libro del 2006, «The Price of Admission» di Daniel Golden di ProPublica. Golden, un premio Pulitzer, cita tra i vari casi celebri della sua tesi il fatto che l'immobiliarista del New Jersey Charlie Kushner donò a Harvard 2,5 milioni di dollari poco prima che il figlio Jared venisse ammesso alla prestigiosa scuola Ivy Leage. All'epoca Harvard accettava una domanda su nove. Golden aveva anche citato gli amministratori del liceo di Jared che lo avevano descritto come uno studente mediocre e avevano espresso sconcerto per la decisione di Harvard.
Giovedì 18 Ottobre 2018, 17:07
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