Gli Stati Uniti e Israele abbandonano l'Unesco: «È un'organizzazione anti-israeliana»

Gli Stati Uniti Israele si sono ritirati dall’Unesco. La decisione è stata motivata accusando l’organizzazione dell’Onu basata a Parigi di «inclinazioni anti israeliane». Washington - ha affermato la portavoce del Dipartimento di Stato americano, Heather Nauert - sostituirà la propria rappresentanza attuale con una «missione di osservatori». La decisione è stata comunicata dal segretario di Stato Rex Tillerson alla direttrice generale dell’Unesco, Irina Bokova. Quest’ultima ha espresso “grande rammarico».La questione di Gerusalemme

A spingere Washington alla clamorosa mossa sono state alcune decisioni recenti dell’organizzazione legata all’Onu. In particolare la risoluzione con la quale nel luglio scorso ha negato la sovranità di Israele sulla città di Gerusalemme vecchia e Gerusalemme est. In un vertice tenutosi a Cracovia l’Unesco aveva dichiarato che Israele è una «potenza occupante». In precedenza era stato negato il legame culturale tra Israele e il Muro del Pianto. Sempre a Cracovia era stato riconosciuto quale «patrimonio dell’umanità» il sito della tomba dei Patriarchi a Hebron, definito tuttavia «sito palestinese». Decisione che il premier israeliano benjamin Netanyahu aveva definito «surreale».

La decisione Usa di ritirarsi dall'Unesco entrerà in vigore il 31 dicembre 2018. Lo rende noto il dipartimento di Stato americano, aggiungendo che gli Usa intendono diventare poi un osservatore permanente della missione per «contribuire alle visioni, prospettive e competenze americane su alcune delle importanti questioni affrontate dall' organizzazione inclusa la tutela del patrimonio dell'umanità, la difesa della libertà di stampa e la promozione della collaborazione scientifica e dell'educazione.
Giovedì 12 Ottobre 2017, 15:51 - Ultimo aggiornamento: 12-10-2017 22:21
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