Messico, corsa contro il tempo per salvare Frida: 12 anni, da tre giorni sotto le macerie. Le vittime salgono a 245

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Le squadre di soccorso lavorano senza sosta in Messico per trarre in salvo Frida, una bambina di 12 anni rimasta intrappolata sotto le macerie del Colegio Enrique Rebsamen di Città del Messico, dopo il violento terremoto che ha scosso il Paese martedì sera. Secondo quanto riporta la Cnn, che cita la Foro Tv, i soccorritori sono ormai a pochi centimetri dalla bambina, ma la Marina militare messicana ha messo in guardia contro notizie troppo ottimistiche sui progressi dei soccorsi. Le ricerche tra le macerie della scuola elementare si sono intensificate ieri pomeriggio, quando i soccorritori hanno stabilito il contatto con la 12enne e gli esperti hanno indicato che - secondo le temperature rilevate - sotto la struttura crollata potrebbero esserci altri due sopravvissuti. Ieri é stata tratta in salvo una bambina di 7 anni che era stata localizzata ancora viva sotto le macerie della stessa scuola elementare.

Il bilancio dei morti intanto sale a 250 morti: 120 persone hanno perso la vita a Città del Messico, l'area più colpita dalla scossa, ha reso noto Televisa. Le altre persone sono decedute negli stati di Morelos (73), Puebla (43), Messico (13), Guerrero (5), Oaxaca (1). Il responsabile della protezione civile, Luis Felipe Puente, ha sottolineato che «secondo stime preliminari il numero degli edifici danneggiati oscilla tra 200, 500 o mille: dobbiamo ancora accertare il dato definitivo».


In un messaggio alla nazione, il presidente messicano Enrique Peña Nieto, ha elogiato gli sforzi dei soccorritori, che fin'ora hanno consentito di estrarre vive dalle macerie degli edifici crollati a Città del Messico più di 50 persone. «La priorità è ancora salvare vite e fornire assistenza medica a coloro che ne hanno bisogno», ha detto Peña Nieto, che ha ringraziato per i messaggi di solidarietà ricevuti dai diversi paesi in tutto il mondo. «Il Messico ha risposto integralmente e con solidarietà», ha poi sottolineato, aggiungendo che il lavoro di risposta al terremoto sarà effettuato in tre fasi: il sostegno alle vittime, il censimento dei danni e la ricostruzione, che comporterà la demolizione di edifici con «danni strutturali irreparabili».
Giovedì 21 Settembre 2017, 10:00 - Ultimo aggiornamento: 22-09-2017 09:50
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