Siria, Macron: Assad ha usato armi chimiche, abbiamo le prove. Merkel: raid? Non partecipiamo

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«Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime»: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato in diretta da TF1. 

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La Francia vuole «togliere la possibilità di utilizzare armi chimiche» al regime siriano, affinché «mai più si debbano vedere le immagini atroci viste in questi giorni, di bambini e donne che stanno morendo», ha aggiunto. Quanto ai tempi di un eventuale intervento, il capo dell'Eliseo si è limitato ad affermare: «Ci sono decisioni che prenderemo quando lo riterremo più utile ed efficace».

Delle prove dell'uso di armi chimiche aveva parlato anche la Ue: «Nel rapporto che abbiamo pubblicato domenica c'è scritto che in base ai nostri rapporti la maggior parte delle prove indicano che siano state usate armi chimiche in Siria nell'attacco del fine settimana» scorso, ha detto Maja Kocijancic, portavoce della Commissione europea rispondendo ad una domanda dei cronisti.

Nella nota pubblicata domenica dal portavoce dell'Eeas si precisava che «i rapporti da Duma, sotto l'assedio e il bombardamento da parte delle forze del regime e dei suoi alleati, indicano che un alto numero di civili sono stati uccisi la notte scorsa, comprese le famiglie che sono morte nei rifugi in cui si nascondevano. Le prove indicano un altro attacco chimico da parte del regime». Il portavoce del servizio esterno dell'Ue, scriveva inoltre nella nota che «a quasi un anno dal terribile attacco a Khan Sheikhoun, è motivo di grave preoccupazione che le armi chimiche continuino ad essere utilizzate, specialmente sui civili» e che «l'Unione europea condanna con la massima fermezza l'uso di armi chimiche e chiede una risposta immediata da parte della comunità internazionale».


Il presidente francese ha avuto un colloquio telefonico con ​la cancelliera Angela Merkel «per confrontarsi sulla situazione internazionale». Lo ha comunicato il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert. Hanno discusso soprattutto degli attuali sviluppi in Siria, si legge in una nota, «nella comune preoccupazione per i recenti attacchi con sostanze velenose e per il rischio di un'erosione del rispetto internazionale del bando delle armi chimiche».

«La Germania non prenderà parte ad eventuali azioni militari in Siria. Nel caso in cui ve ne siano, perché ancora non è stato deciso», ha detto Merkel in conferenza stampa col premier danese a Berlino, precisando comunque di sostenere e appoggiare qualsiasi azione «per dare il segnale che questi attacchi chimici non sono accettabili».

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha avuto in giornata diversi contatti internazionali sulla questione siriana. Tra questi una telefonata con la Merkel. Nell'ambito delle sue conversazioni - spiegano fonti di Palazzo Chigi - il premier ha ribadito la ferma condanna delle violazioni dei diritti umani e della inaccettabile violenza usata nei confronti delle popolazioni civili con l'uso di armi chimiche da parte del regime siriano.
Giovedì 12 Aprile 2018, 15:09 - Ultimo aggiornamento: 14-04-2018 08:36
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5 di 8 commenti presenti
2018-04-13 09:08:51
Questo del gas e della chimica, dalla seconda guerra mondiale in poi, è diventato il primo pretesto per iniziare una guerra o condannare un governo di un paese. Possibile che c'è ancora gente disposta a crederci?
2018-04-13 08:22:28
Sono le stesse "prove filo-americane"- che hanno destabilizzato l'Iraq,Tunisia,Libia...?
2018-04-13 07:33:58
Macron come tutti i fegatielli celà col mondo è incattivito .
2018-04-12 23:46:41
Se non si crea il problema, non si può dare la soluzione.
2018-04-12 20:26:08
Taci maricon !

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