Samsung, arrestato il vicepresidente Lee: è accusato di corruzione

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La Procura speciale sudcoreana, che a gennaio ha chiesto e non ottenuto l'arresto del vice presidente di Samsung Electronics Lee Jae-yong, ha deciso di riprovarci a seguito del supplemento di indagine e dell'interrogatorio di lunedì dell'erede della famiglia fondatrice della prima conglomerata del Paese.

La vicenda è legata allo scandalo di corruzione e altri reati che ha coinvolto presidente della Repubblica Park Geun-hye (ora sotto impeachment) e la sua fidata confidente Choi Soon-sil (in arresto), che avrebbe approfittato della sua posizione influente per ottenere finanziamenti in cambio di protezione politica. Per la procura Lee avrebbe erogato o promesso fondi a Choi per 36,3 milioni di dollari in modo da avere nel 2015 il via libera dei fondi pensione pubblici a un'operazione di riordino del gruppo Samsung, funzionale al trasferimento dei poteri dal padre Lee Kun-hee al giovane rampollo.

Sui timori di sorprese, i titoli Samsung Electronics hanno ceduto oggi alla Borsa di Seul l'1%.
Venerdì 17 Febbraio 2017, 09:40 - Ultimo aggiornamento: 17-02-2017 09:40
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1 di 1 commenti presenti
2017-02-17 18:43:31
certo che se il codice penale, e di procedura penale, italiano fossero come quelli sud coreani, a quest'ora boschi figlia avrebbe consumato una fortuna in arance (da portare a papà); verdini canterebbe "la maggioranza è il come il vento" nell'ora d'aria del carcere di firenze; non ne parliamo poi di papi bunga silvio. avrebbero gettato via la chiave ...

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