Usa, Harvard contro Trump: «Così muoiono le democrazie»

di Luca Marfé

NEW YORK - “Come muoiono le democrazie”. Difficile immaginare un titolo più forte per  un libro che si propone di raccontare gli Stati Uniti di oggi. Lo firmano a quattro mani due professori di Harvard, Steven Levitsky e Daniel Ziblatt, entrambi al lavoro da più di vent’anni sulle falle dei sistemi politici.

Un testo che nasce dalla necessità di far fronte ad una domanda tanto diretta quanto inquietante: Donald Trump rappresenta oppure no un rischio per la democrazia americana?

E la risposta altrettanto schietta dei due studiosi è: sì.


(I due professori durante un evento di presentazione del loro libro)

«È finito o quasi il tempo in cui le democrazie morivano con uno “scoppio”, con una rivoluzione o con un colpo di stato», recita uno dei passaggi iniziali del saggio, uscito soltanto pochi giorni fa e già approdato tra gli scaffali dei best seller. Un lavoro che punta a far rilevare «il lento e costante indebolimento delle principali istituzioni, della sfera giudiziaria e della stampa» nonché la «progressiva erosione dei princìpi politici di vecchia data».

La buona notizia, secondo gli autori, è che ci sarebbero diverse rampe di uscita dalla strada che conduce all’autoritarismo. Quella cattiva, invece, è che, eleggendo Trump, i cittadini si sarebbero già lasciati alle spalle la prima via di fuga, quella più importante.

Un presidente che viene ritratto e schematizzato come una persona assai poco incline alle più banali regole democratiche. Che si rifiuterebbe di legittimare i suoi avversari politici e che, viceversa, avrebbe tollerato o addirittura avallato in più occasioni gesti di violenza, talvolta caratterizzati e resi ancor più gravi dalla loro matrice razziale.

Un Commander in Chief, infine, mosso dall’intento di ridimensionare le libertà civili.

Tornando al punto di partenza, un rischio, dunque. Questo almeno stando alle preoccupazioni di chi ha seguìto il fenomeno Trump sin dalle sue prime battute. A partire, cioè, dall’alba della lunga e velenosa campagna elettorale durante la quale il tycoon si è scagliato contro i media, ha giustificato disordini e ha sdoganato un certo clima di prepotenza. E che ha concluso tuonando che avrebbe potuto disconoscere il risultato elettorale, minando così fondamenta e fiducia nei confronti delle più alte istituzioni a stelle e strisce.

Una minaccia, insomma. Un pericolo.


(La copertina del libro “How Democracies Die”)


(Daniel Ziblatt ai microfoni di Cnn)
Lunedì 12 Febbraio 2018, 19:28 - Ultimo aggiornamento: 12-02-2018 20:00
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