Parigi, spari sugli Champs Elysées: uccisi un poliziotto e l'assalitore

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Solo due giorni fa l'avvertimento. E poi ieri sera, a tre giorni dal primo turno, il terrorismo ha fatto irruzione nelle elezioni presidenziali francesi. Un 39enne francese, Karim Cheurfi, ha ucciso con un kalashnikov un poliziotto sugli Champs-Elysees e ne ha feriti altri due. Poi ha provato a scappare, ma è stato ucciso dopo pochi metri. Diverse armi sono state ritrovate nell'auto del terrorista, un'Audi 4: un fucile a pompa e delle armi bianche, tra cui un coltello da cucina.

Fin da subito si è diffusa la notizia di un probabile complice in fuga. Ma l'uomo di nazionalità belga, sospettato di essere complice del terrorista e ricercato dalle autorità in Belgio e Francia, si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa, come ha rivelato il portavoce del ministero degli Interni a Parigi. Inoltre, a quanto affermato dalla Procura federale belga, «Non c'è al momento nessun legame» tra l'attacco a Parigi e il Belgio. L'uomo presentatosi spontaneamente al commissariato ad Anversa, che ha un alibi e che nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi, è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato, riferisce la Procura. L'uomo che si è presentato al commissariato di Anversa, Youssouf E.O., ieri sera era al lavoro in una stazione di servizio, secondo quanto ha riferito il suo avvocato - Nabil Riffi - citato dal quotidiano fiammingo Het Niewsblad.

Prima di mezzanotte, è arrivata la rivendicazione dell'Isis: l'attentato è stato compiuto da qualcuno denominato "Abu Yusuf al Beljiki", ovvero «il belga». A Parigi, il killer - come confermato dal procuratore Francois Molins - è stato identificato e la sua abitazione in banlieue di Parigi già perquisita. Si chiamava Karim Cheurfi, era schedato dalla polizia, radicalizzato, con pesanti precedenti: già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente, quindi per aver assalito una guardia in carcere. Era nato nella periferia di Parigi. Tre familiari dell'assalitore sono stati fermati e interrogati dai servizi antiterrorismo. Si trovavano nelle abitazioni perquisite durante la notte dalla Polizia.

Cheurfi era stato fermato lo scorso 23 febbraio perché gli agenti si resero conto che l'uomo non aveva rispettato i domiciliari e l'obbligo di cure psichiatriche, decisi dal tribunale in relazione al suo precedente arresto. Il giudice responsabile dell'applicazione delle pene non ritenne però che ci fossero motivi sufficienti perché Cheurfi tornasse in carcere.

 
 

L'attacco. Il panico si è propagato in pochi istanti, l'intera avenue, la più celebre della capitale, è stata blindata dai furgoni di polizia, dalla Concorde fino all'Etoile. Tutte le fermate del metrò sono state sbarrate, gli abitanti sono stati invitati a non avvicinarsi al quartiere. Erano passati pochi minuti dalle 21 e gli 11 candidati alle presidenziali di domenica erano impegnati da un'ora nell'ultima performance in diretta tv su France 2 quando diverse raffiche di armi automatiche hanno seminato il terrore sugli Champs-Elysées, all'altezza del civico 102, in prossimità dei grandi magazzini britannici 'Marks & Spencer'. Un uomo è sceso da un'Audi 80 grigia, si è avvicinato ad un furgone parcheggiato con alcuni poliziotti all'interno - agenti della stradale e della municipale - e ha fatto fuoco con un kalashnikov. Un agente è stato ucciso sul colpo, altri due feriti, una passante - una turista straniera - colpita da schegge. L'assalitore si è dato alla fuga, a piedi, abbandonando l'auto. Dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti, che stavano pattugliando la strada.

Testimoni hanno parlato di «una vera e propria esecuzione». La procura antiterrorismo è stata immediatamente incaricata delle indagini, dopo aver escluso in pochi minuti che si trattasse di una rapina o di criminalità comune. Panico nella strada, in pochi minuti tutto è stato blindato, i tanti negozi ancora aperti sono stati invitati a chiudere immediatamente. Poliziotti e teste di cuoio hanno perquisito ogni centimetro quadrato dei negozi, in particolare il grande magazzino 'Marks & Spencer', poi si sono riversati in un parcheggio poco distante, per il sospetto che un complice potesse essere in fuga proprio lì.

Intanto, sul canale pubblico France 2 andava in onda l'ultimo dibattito elettorale, a tre giorni dalle urne. Per 40 minuti, i candidati si sono succeduti nello studio ma di attentato a Parigi non si è mai parlato. Emmanuel Macron è stato il primo ad esprimere il cordoglio e il dolore per il poliziotto ucciso, Marine Le Pen è indicata da molti come la candidata che più potrebbe trarre vantaggio dall'attentato. All'Eliseo, il primo ministro Bernard Cazeneuve ha raggiunto pochi minuti dopo i fatti il presidente Francois Hollande, che in serata ha confermato come la pista terroristica sia quella che stanno seguendo le autorità. Per domani mattina alle 8, il presidente ha convocato all'Eliseo un Consiglio di difesa, annullando una visita in Bretagna. Anche Le Pen e Fillon hanno annullato gli ultimi comizi previsti per domani, confermati invece da Macron, Melenchon e Hamon.

Stamattina il traffico sugli Champs Elysées è ripreso normalmente. Le foto pubblicate sui media online mostrano il consueto movimento di auto e di camion per le consegne. Sono stati tolti anche i cordoni che delimitavano l'area della sparatoria.


Giovedì 20 Aprile 2017, 21:23 - Ultimo aggiornamento: 21 Aprile, 09:44
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2017-04-21 14:27:45
Tra i concorrenti all' Eliseo, chi si avvantaggia di tutto questo?
2017-04-21 13:06:45
Hollande siamo in guerra?: la Francia è da sempre in guerra guerre neocoloniali che sono sempre servite per depredare massacrare e saccheggiare le risorse naturali dei paesi POVERI i cocci ora li mandavano da noi sottoforma di profughi.
2017-04-21 12:07:45
L'ultimo vaso di pandora che i Francesi hanno scoperchiato è stata la Libia il loro passatempo per sentirsi grandi Fu "l'omicidio di Gheddafi", francesi ringraziate Sarkozy - Hollande di tutto quello che sta succedendo.
2017-04-21 11:15:00
Caro Sig.Presidente, ma quale esigenza di una difesa salda, forte e decisa, il Poliziotto è stato ucciso mentre stava in auto, da una persona criminale conosciuta dalle forze dell'ordine e libero di girare, come non a caso tutti coloro che hanno compiuto attentati in questi ultimi tempi in Europa, erano persone già consciute ma liberi.Qui ci vuole ben altro è inutile sempre dire le solite bla,bla, di accoglienza integrazione, se questi sono già ben intergrati ( ma a modo loro).
2017-04-21 11:07:47
Caro Sig. Presidente, ma quale difesa salda, forte e decisa, il poliziotto è stato ucciso mentre stava seduto in auto da una persona conosciuta dalla Polizia come criminale era ancora in giro,come tutte le persone che hanno compitu g

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