Nuova Zelanda, cane anti-bomba in fuga sulla pista dell'aeroporto: la polizia lo uccide e finisce nella bufera

di Federica Macagnone

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Bufera mediatica sulla polizia neozelandese che, nell'aeroporto di Auckland, ha ucciso Grizz, un cucciolo di cane anti-bomba di dieci mesi "colpevole" di essere fuggito dal suo addestratore poliziotto e di aver cominciato a scorrazzare sulle piste dello scalo, obbligando la torre di controllo a bloccare i decolli e gli atterraggi di 16 voli, provocando così forti ritardi nel traffico aereo. Per due ore agenti e gli addetti dell'aeroporto hanno tentato di fermarlo: «Le abbiamo provate tutte - ha detto alla Bbc un portavoce dello scalo - cercando di attirarlo con il cibo, con dei giochi, portando altri cani, ma non c'è stato nulla da fare. Alla fine, esauriti tutti i tentativi a disposizione, visto che non riuscivamo in alcun modo ad acciuffarlo, come ultima opzione per riportare la situazione alla normalità la polizia ha deciso di aprire il fuoco e sopprimerlo».

Sui social network, da tutto il mondo, non si sono fatte attendere le reazioni indignate contro la polizia per quella che gli ambientalisti hanno definito «l'inutile esecuzione di un povero animale». Per la maggioranza delle persone, secondo le quali sarebbe bastato sedare l'animale, la replica del portavoce dell'aeroporto è suonata sconcertante: «Non avevamo pistole narcotizzanti, e non le aveva neanche la polizia». A questo punto la polemica è diventata ancora più feroce: sulle pagine Facebook e Twitter dell'aeroporto è arrivato un diluvio di messaggi di rabbia e di condanna, mentre l'organizzazione per i diritti degli animali "Safe" si è dichiarata «allibita dall'inutilità dell'abbattimento del povero Grizz». E su Change. org è stata avviata una petizione che "chiede giustizia" per il cucciolo ucciso.
Sabato 18 Marzo 2017, 18:20 - Ultimo aggiornamento: 19-03-2017 18:10
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