Midterm, l'America è spaccata in due: Senato ai repubblicani, Camera ai democratici

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di Luca Marfé

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NEW YORK - Il Senato resta repubblicano, la Camera passa ai democratici.

Il nome di Donald Trump non era su nessuna delle schede elettorali. Eppure, al tempo stesso, era ovunque. Il “referendum”, però, non si è risolto: l’America è spaccata in due.

E, quasi incredibilmente, lo è addirittura di più di quanto non lo fosse già due anni fa, al termine di un’elezione presidenziale sfiancante e divisiva.

La breccia tra le mura del Congresso apre una nuova stagione politica, più complessa e con in palio una posta in gioco ancora più alta: la Casa Bianca del 2020.
 

Trump è sconfitto, ma è sconfitto a metà.

Perché da oggi avrà la Camera contro, con i rappresentanti dem pronti a sbarrargli la strada di qualsiasi iniziativa.

Dalla sua, però, avrà anche a disposizione due anni per governare con l’atteggiamento di chi è all’opposizione.

Con la possibilità, insomma, di addossare ai rivali politici la colpa di qualsiasi battuta d’arresto, di qualsiasi promessa non mantenuta.

C’è infine un ulteriore elemento molto interessante: tutti i candidati repubblicani che hanno osato criticare o comunque in qualche modo sfidare Trump sono stati sconfitti.

Questo significa che il dibattito a destra rischia di radicalizzarsi ulteriormente. Significa dunque che il tycoon, da qui al 2020, per tornare davvero a vincere potrebbe avere bisogno di continuare. Di insistere, cioè, con la sua maniera di fare “il Trump”.
Mercoledì 7 Novembre 2018, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 07-11-2018 18:18
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