Gb, scandalo sul ministro Hunt: sette case di lusso non dichiarate

Profumo di scandalo su un altro ministro di primo piano del governo Tory britannico di Theresa May: questa volta è il già contestato titolare della Sanità, Jeremy Hunt, su cui pende l'accusa di non aver dichiarato tempestivamente una società costituita nel 2017 con la moglie per gestire sette appartamenti di lusso nell'area di Southampton, in barba alle regole imposte ai parlamentari e governanti in fatto di riciclaggio e trasparenza finanziaria. La vicenda è stata ammessa dallo stesso Hunt, ma solo quando ormai si apprestava a diventare pubblica, in dichiarazioni al filo-conservatore Daily Telegraph. Per il ministro si è trattato d'un «errore amministrativo» del commercialista e Downing Street lo ha già assolto" in una nota diffusa oggi in cui si negano violazioni del codice di condotta governativo e si dichiara il caso «chiuso». Ma l'opposizione laburista non ci sta e annuncia il deferimento di Hunt alla commissione etica parlamentare sugli standard: chiamata a vigilare sulle dichiarazioni dei politici in materia di proprietà d'interesse pubblico.
Venerdì 13 Aprile 2018, 12:11 - Ultimo aggiornamento: 14-04-2018 08:38
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1 di 1 commenti presenti
2018-04-13 14:38:33
Tutto il mondo è paese. Quindi anche in Inghilterra solo quando la notizia viene alla luce ci si accorge dell'errore...POVERINI tutti pressi dalla loro attività, tutti troppo indaffarati e delegano la gestione dei beni a dei commercialisti MOLTO scadenti che non sanno che il loro cliente ha degli obblighi.

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