Eminem, panico al concerto: fan in fuga per gli spari, ma sono solo effetti speciali

di Federica Macagnone

Neanche i suoi fan più accaniti gliel'hanno perdonata: gli effetti sonori in stile sparatoria che Eminem ha propinato sabato scorso durante un concerto erano così realistici che molti spettatori sono rimasti traumatizzati e, pensando a un attacco terroristico, sono fuggiti a gambe levate. Poco dopo gli attacchi sui social contro il 45enne rapper non si sono fatti attendere: aver  "sparato" ad altissimo volume il suono di colpi di arma da fuoco è stato giudicato quantomeno "inopportuno", vista la psicosi sviluppatasi negli ultimi anni a causa delle stragi e dei tanti attentati effettuati in luoghi dove si svolgevano riunioni di massa.

L'incidente è avvenuto sabato a Manchester, nel Tennesse, nell'ambito del Bannaroo Festival. Durante la performance di "Kill you", Eminem ha utilizzato effetti sonori estremamente realistici che simulavano raffiche di spari. «Non ho mai provato un simile terrore, è stata una cosa completamente inappropriata» ha twittato un utente. Come riporta Billboard, a quel punto moltissimi fan hanno cominciato a urlare e a fuggire: una situazione potenzialmente pericolosa, visto che nella calca dovuta al panico sono sempre possibili incidenti di varia natura. Dopo un po', compreso l'equivoco, si è ristabilita la calma, ma questo non ha evitato al cantante di essere subissato da un diluvio di critiche. 
L'utente @sandwahhh ha scritto «Mi stavo divertendo, poi c'è stato quel rumore realistico di un'arma da fuoco. Tutta la folla si è piegata, io non mi sono mai sentito più traumatizzato e in preda al panico. Completamente inappropriato». E un altro spettatore: «Un atto irresponsabile e di cattivo gusto».

C'è stato anche chi ha tentato di difendere il rapper, come @ Kay_Potato1 che ha scritto: «Ma le canzoni di Eminem non hanno sempre avuto suoni di arma da fuoco?». Ma non è bastato ad arginare gli attacchi. «Non mi scuserò per aver twittato di essere spaventato - ha scritto un utente - Non sono un guerriero della giustizia sociale, ero terrorizzato, così come le persone intorno a me e questo è già un motivo valido per parlarne».
Lunedì 11 Giugno 2018, 17:07 - Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 10:02
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