Kim Jong Un arriva a Singapore: tutto pronto per il summit con Trump nel super hotel blindato

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Donald Trump e Kim Jong-un sono arrivati e sono pronti per accomodarsi allo stesso tavolo. A Singapore, martedì, va in scena l'attesissimo summit tra il presidente degli Stati Uniti e il leader della Corea del Nord. Il sipario si alza dopo settimane di frenate e accelerazioni che hanno caratterizzato missioni esplorative e preparativi. Trump, reduce dal G7 in cui ha ribadito le posizioni americane in materia di commercio, è sbarcato con l'obiettivo di avviare il processo di denuclearizzazione della penisola coreana.

L'obiettivo finale, ha ribadito il presidente degli Stati Uniti, è arrivare allo smantellamento «completo, irreversibile e verificabile» dell'arsenale costruito da Pyongyang in mezzo secolo. Dall'altro lato del tavolo, Kim punta a portare il proprio paese fuori dall'isolamento economico e a liberarsi del peso delle sanzioni applicate da Washington. L'appuntamento di Singapore, che pure costituisce il traguardo di un percorso di disgelo cominciato all'inizio dell'anno, rappresenta solo la prima tappa di un iter lungo e complesso. 

Ne è consapevole anche Trump, che ha impostato ragionamenti a lungo termine dopo aver accolto Kim Yong Chol, braccio destro di Kim Jong-un, alla Casa Bianca. «Credo che sarà un processo, ma stiamo costruendo rapporti e questo è molto positivo: non firmeremo qualcosa il 12 giugno», ha detto il presidente. Il summit ha rischiato di saltare poche settimane fa. Trump lo ha ufficialmente cancellato il 24 maggio, con una lettera indirizzata a Kim Jong-un.

L'atto di The Donald, che ha stigmatizzato «l'aperta ostilità nordcoreana», non ha fermato colloqui e trattative che sono proseguiti lontano dai riflettori. La missione americana di Kim Yong Chol, accolto a New York dal segretario di Stato Mike Pompeo, è stata il segnale di un ritrovato feeling. L'ingresso dell'emissario di Kim Jong-un nello Studio Ovale, con tanto di enorme lettera inviata dal leader nordcoreano e consegnata a Trump, ha cancellato i residui dubbi.

Al tavolo di Singapore, andrà in scena una prima partita a scacchi. La definizione del concetto di 'denuclearizzazionè è un passaggio obbligato per sviluppare il dialogo nel quale -teme in particolare il Giappone- Trump 'rischià di effettuare concessioni senza ottenere risultati concreti. Pyongyang, già in passato, ha assunto impegni che poi non sono stati rispettati. Ora, però, non sembra esserci alternativa: almeno all'inizio, bisogna fidarsi. «Se pensiamo che la Corea del Nord ci ingannerà in futuro come ha fatto in passato, come possiamo trattare e raggiungere la pace?» si è chiesto il ministro della Difesa sudcoreano, Song Young Moo, auspicando una svolta reale e definitiva.

IL LUOGO
Un super-hotel trasformato in bunker, dove «sicurezza e privacy sono la priorità assoluta». Il Capella Hotel di Sentosa è il lussuoso campo neutro nel quale si confronteranno Trump e Kim Jong-un. La struttura, un cinque stelle con 112 stanze, fa parte del Pontiac Land Group controllata dalla ricchissima famiglia Kwee L'hotel, che si trova a pochi minuti dal cuore finanziario di Singapore, come si legge sul sito ufficiale, dispone di spazi per 2000 metri quadrati da destinare a meeting di ogni tipo, compreso quello -evidentemente- che riunirà allo stesso tavolo il presidente degli Stati Uniti e il leader nordcoreano, per la prima volta impegnati faccia a faccia per discutere la denuclearizzazione della penisola. «Siamo onorati. Riservatezza e sicurezza sono la priorità assoluta. Capella Singapore è onorato di essere stato scelto come sede di questo evento storico. Il mio team e io siamo impegnati a garantire l'eccellenza nel campo dell'ospitalità», spiega all'Adnkronos il general manager Fernando Gibaja. 

I team inviati da Washington e Pyongyang a Singapore hanno potuto verificare le condizioni ideali offerte dalla location individuata. La collocazione sull'isola di Sentosa, in particolare, consente di gestire ogni aspetto nel modo migliore. «La riservatezza e la sicurezza degli ospiti rimangono la nostra massima priorità in ogni momento», dice Gibaja. Nessuna indicazione su protocollo, logistica e organizzazione, totalmente nelle mani delle delegazioni di Usa e Nordcorea. «Non siamo in grado di rivelare dettagli relativi a questo evento», dice il general manager. L'isola di Sentosa da giorni è stata dichiarata 'zona specialè dal governo. Non sono ammessi droni, non è consentito l'uso di megafoni e impianti di amplificazione, niente striscioni o bandiere. La polizia, per l'occasione, avrà la facoltà di effettuare controlli supplementari e approfonditi.

«Il primo ministro Lee Hsien Loong ha incontrato il presidente della Commissione degli Affari di Stato della Corea del Nord, Kim Jong-un. Questo è stato il primo meeting tra i due leader», si legge del comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Singapore. Lee e Kim «hanno parlato dei rapporti tra Singapore e la Corea del Nord, degli sviluppi in Corea del Nord e nella regione, compresi i recenti sviluppi positivi nella penisola. Il primo ministro Lee si è complimentato per la coraggiosa e ammirevole decisione presa dal presidente Kim e dal presidente degli Stati Uniti di riunirsi per questo summit». Kim, si legge, «ha ringraziato il primo ministro Lee per la disponibilità di Singapore a ospitare il summit. Lee ha augurato a Kim che il vertice abbia successo e ha espresso la speranza che porti avanti le prospettive di pace e stabilità nella penisola coreana e oltre».
Domenica 10 Giugno 2018, 10:40 - Ultimo aggiornamento: 11-06-2018 15:31
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