Cremlino, la Corte suprema russa boccia Navalnyj: Putin non ha rivali

di Giuseppe D'Amato

MOSCA - Anche la Corte suprema russa ha detto di «no» ad Aleksej Navalnyj: il blogger moscovita non può presentarsi come candidato alle presidenziali del 18 marzo. La sua condanna per appropriazione indebita, con pena sospesa, non gli permette di concorrere per la carica di prossimo capo del Cremlino contro Vladimir Putin. La decisione avversa dei giudici russi era nell'aria, tanto che Aleksej Navalnyj non si è nemmeno presentato in aula. Lo hanno rappresentato i suoi avvocati, che hanno annunciato l'intenzione di rivolgersi ora alla Corte dei diritti dell'uomo di Strasburgo, la quale - già in passato - ha dato ragione al 41enne blogger in un precedente procedimento penale.

Le composite opposizioni russe si trovano adesso senza un vero proprio candidato in lizza. Il verdetto della Corte suprema federale mette la parola «fine» alle speranze presidenziali di Aleksej Navalnyj, che ha invitato i propri sostenitori a «boicottare» il voto di marzo e a scendere in piazza in tutto il Paese dopo le feste di fine anno, domenica 28 gennaio. Negli ultimi due anni le manifestazioni del suo Fondo per la lotta alla corruzione sono diventate molto popolari tanto che migliaia di persone vi hanno partecipato in decine di città nell'immenso gigante slavo.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Domenica 31 Dicembre 2017, 09:39 - Ultimo aggiornamento: 31-12-2017 16:21
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP