Congiure, misteri e suicidi la dinastia decimata dei Kim che fa tremare il mondo dalla Corea del Nord

di Angelantonio Rosato

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L'attuale leader nord-coreano Kim Jong-un è sicuramente un personaggio interessante, ma forse lo è ancor di più la saga della sua famiglia, più simile ad una dinastia di stravaganti satrapi asiatici che ai dirigenti di un Paese marxista-leninista.

Tutto inizia con Kim Il-sung, primo capo e fondatore della Repubblica Popolare di Corea, nonché nonno dell'attuale leader. Il suo regno incontrastato durò dal 1948 fino alla sua morte nel 1994. Oltre a creare lo Stato, ne ha delineato anche i tratti principali che permangono fino a oggi: nazionalismo, isolazionismo e nepotismo esasperati, in una parola juche, l'ideologia ufficiale nord coreana. Tuttora Kim Il-sung resta una figura idolatrata nel Paese: basti pensare che sparse per tutta la Corea del Nord ci sono oltre 500 sue statue. Il successore di Kim Il-sung è suo figlio Kim Jong-il, soprannominato il Caro leader, capo supremo dal 1994 fino alla sua morte nel 2011. Celeberrimo per le sue eccentricità, restano oscuri molti aspetti del suo regime, soprattutto quelli della sua corte. Si narra che quando il Caro leader nacque, la sua venuta fu annunciata da un doppio arcobaleno, una rondine e una nuova stella nel firmamento. Più prosaicamente, Kim Jong-il fu un grande amante delle auto di lusso e del cinema, con una raccolta di oltre ventimila film. E anche un collezionista di registi ed attori stranieri, rapiti appositamente per soddisfare la sua passione cinefila. È il caso del regista sudcoreano Shin Sang-ok e dell'attrice Choi Eun-hee sequestrati e tenuti a forza per anni in Nord Corea per la produzione di film di propaganda, il più famoso dei quali è Pulgasari, una sorta di Godzilla in salsa coreana. Personaggio minore della famiglia, è la sorella di Kim Jong-il, zia dell'attuale leader. Durante il regno di suo fratello era una figura politica di altissimo livello. Fu proprio lei, dopo la morte di Kim Jong-il nel 2011, ad aiutare il nipote a scalare il potere del regno satrapo-comunista. Per tutta riconoscenza, Kim Jong-un la costrinse alla pensione nel 2013, dopo aver purgato suo marito, Jang Song-thaek. Lo zio dell'attuale leader, ufficialmente vicepresidente della Commissione di Difesa, di fatto era il reggente di Kim Jong-il quando questi era morente. Una volta incoronato Kim Jong-un, Jang ne divenne il consigliere più fidato e il secondo uomo più potente del Paese. Un po' troppo per il giovane leader: Jang fu accusato di tradimento nel 2013, spogliato di tutte le sue cariche e titoli, cacciato dal Partito dei lavoratori e brutalmente giustiziato su ordine del nipote. Secondo alcune fonti cinesi, sarebbe stato sbranato da un branco inferocito di 120 cani. Che sia verità o propaganda, ciò dà un'idea di come sia cruenta la lotta di successione in Corea del Nord.

Un ulteriore esempio viene dalla misteriosa morte di Kim Jong-nam, fratellastro di Kim Jong-un. Emigrato, o meglio esiliato all'estero da tempo, viene ucciso a 45 anni, pochi mesi orsono, all'aeroporto di Kuala Lumpur, avvelenato da due misteriose donne con uno spray. Molti vedono dietro questo la longa manus di Kim Jong-un che naturalmente ha sempre negato qualsiasi responsabilità.

Dotato di un'istruzione di tipo occidentale ricevuta in Svizzera, nel dicembre 2011 Kim Jong-un, a soli 28 anni, diventa il più giovane capo di Stato del mondo. Contemporaneamente viene anche promosso al rango di Generale, pur non avendo alcuna esperienza militare. Ha una smodata passione per il basketball americano e si è fatto fotografare con molte star dell'Nba. Secondo un sito ufficiale nordcoreano, Kim Jong-un non defeca, immaginiamo data la sacralità della sua persona. Altre fonti riferiscono che si sarebbe sottoposto a diverse plastiche facciali per somigliare il più possibile a suo nonno, il fondatore dello Stato.

Al di là di queste bizzarre curiosità, oggi il trentatreenne leader nordcoreano è diventato sinonimo di minaccia nucleare, riesce spesso a occupare le prime pagine dei giornali e a impensierire leader mondiali ben più potenti. E pensare che era solo il terzo in linea di successione nella dinastia. Ma, con il fratellastro ucciso misteriosamente e l'altro fratello Kim Jong-chul poco interessato alla politica, Kim Jong-un non ha più rivali in Corea del Nord. O forse no.
 
Domenica 10 Settembre 2017, 15:59 - Ultimo aggiornamento: 11-09-2017 09:26


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