Asia Bibi libera: è uscita dal carcere, ma non può ancora lasciare il Pakistan

Asia Bibi è stata scarcerata
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Asia Bibi è stata liberata ma è ancora in Pakistan. La donna cristiana pakistana accusata di blasfemia e assolta dalla Corte suprema pachistana dopo 8 anni di carcere, è stata scarcerata ma non ha lasciato il paese. «È ancora in Pakistan», ha detto a Dpa il portavoce del ministero degli Esteri, Muhammad Faisal, smentendo la notizia che la donna aveva lasciato il paese da un giorno all'altro. Bibi è stato rilasciata dalla prigione delle donne nel Multan, della provincia del Punjab, ieri tra ingenti misure di sicurezza, una settimana dopo che la corte suprema ha sospeso la sua condanna a morte.

«Il governo ha violato l'accordo rilasciando Asia Bibi», ha detto Zubair Kasuri, portavoce del gruppo islamico Tehreek-Labbaik Pakistan (TLP). «Stiamo organizzando una riunione per discutere delle nostre future azioni», ha aggiunto Kasuri. Non è chiaro se Bibi si sia ricongiunta con i suoi familiari che si nascondono a causa di problemi di sicurezza, o dove andrà. I rapporti hanno suggerito che è stata trasferita in un luogo sicuro.


A dare la buona notizia, affidandola alla Bbc, è stato il legale della donna, Saif ul Malook, costretto nei giorni scorsi a scappare dal Pakistan dopo aver ricevuto minacce di morte da parte dei gruppi radicali islamici.



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In favore della causa di Asia - cattolica, accusata di blasfemia e poi assolta il 31 ottobre dalla Corte suprema pachistana dopo 8 anni di carcere, ma comunque costretta restare nel suo Paese a causa di un ricorso presentato dagli estremisti islamici che chiedono alla Corte Suprema di rivedere il verdetto di assoluzione - si è mobilitata tanta parte dell'Occidente offrendole asilo. In prima fila l'Italia a cui Ashiq Masih, marito di Asia Bibi, proprio ieri ha rivolto un disperato appello di aiuto raccolto subito dal ministro dell'Interno Matteo Salvini che ha assicurato: «ci stiamo lavorando con altri Paesi occidentali, con discrezione per evitare problemi in loco alla famiglia che vuole avere un futuro». 

Ma anche le istituzioni europee sono scese in campo per proteggere questa donna minacciata a causa della propria fede, con il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani che ha espressamente esortato Islamabad a rilasciare ad Asia e ai suoi cinque figli i documenti di viaggio necessari per consentirle di incontrare i parlamentari europei, a Bruxelles o a Strasburgo. «Asia Bibi è libera! La verità, alla fine, vince sempre!», ha twittato questa sera Tajani non appena appresa la notizia della liberazione. Dopo la condanna all'impiccagione nel 2010, otto anni di carcere e la gioia per l'assoluzione con la liberazione che sembrava dietro l'angolo per Asia è cominciato un altro calvario. L'odio professato nei suoi confronti da parte degli estremisti sunniti di Tehreek-e-Labbaik ha portato per tre giorni nelle piazze del Pakistan decine di migliaia di persone con le foto del volto della donna circondato da un cappio e la scritta: «impicchiamola». Poi, la richiesta di revisione della sentenza frutto di un accordo raggiunto dal Governo del premier Imran Khan con i gruppi radicali islamici. Quindi, Asia è finita nuovamente dietro le sbarre - «per la sua sicurezza», è stato detto - nella struttura detentiva di Multan. Fino ad oggi, quando ha potuto finalmente assaporare il piacere della libertà per tanto tempo negatale.
Mercoledì 7 Novembre 2018, 20:53 - Ultimo aggiornamento: 8 Novembre, 11:25
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