Scontri a Torino, bombe coi chiodi
contro i poliziotti: sei agenti feriti

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Quanto accaduto ieri sera a Torino, con il lancio di bombe carta contenenti chiodi e bulloni contro le forze di polizia, «è un fatto gravissimo». Lo sottolineano ambienti del Viminale ricordando che chi le ha lanciate «voleva fare del male». Dal ministero ribadiscono dunque l'appello a tutte le forze in campo ad «abbassare i toni» e aggiungono: «non faremo sconti a nessuno, le forze dell'ordine intervengono e interverranno per fermare l'illegalità in maniera tempestiva, come accaduto finora»

«Mi complimento con il personale del reparto mobile di Torino e con tutti i funzionari e gli operatori della polizia di Stato per il servizio di ieri sera». Così il questore di Torino Francesco Messina in merito agli scontri della scorsa notte tra forze dell'ordine e antagonisti e anarco-insurrezionalisti, scesi in strada per contestare il comizio del leader di CasaPound e candidato premier Simone Di Stefano. «Le persone che vanno a un corteo con bombe imbottite di schegge di legno e metallo - ha aggiunto il questore Messina - non sono dei dissenzienti, ma veri e propri delinquenti».
 

Bombe carta con schegge di metallo. Sei agenti di polizia feriti e due giovani manifestanti fermati sono il bilancio di quasi due ore di guerriglia ieri sera a Torino scatenata dai partecipanti al corteo antifascista promosso per protestare contro un'iniziativa elettorale di Casapound a cui è intervenuto anche il leader del movimento, Simone Di Stefano. A ferire i rappresentanti delle forze dell'ordine il fitto lancio di petardi e bombe carta imbottite di schegge di metallo e legno da parte di alcuni manifestanti appartenenti all'area antagonista.

Diverse schegge metalliche sono state rinvenute al termine della manifestazione  conficcate nelle protezioni indossate dagli agenti. Il corteo, partito poco le 19 da piazza Carlo Felice, ha tentato un primo sfondamento del cordone posto a protezione dell'albergo dove Casapound aveva promosso l'iniziativa un'ora più tardi ma è stato respinto dalle forze dell'ordine con l'uso di idranti.

Ricompattatosi, il corteo ha quindi tentato a più riprese, per quasi due ore, di aggirare il blocco e di raggiungere l'hotel passando attraverso alcune vie laterali, accompagnando i tentativi con lanci di bottiglie, pietre e petardi e rovesciando in strada cassonetti della spazzatura a cui le forze dell'ordine in tenuta anti sommossa hanno risposto con l'uso di idranti e il lancio di lacrimogeni.

Il momento di maggiore tensione si è registrato nei pressi della stazione ferroviaria di Porta Susa quando un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo principale che stava sfilando in corso Inghilterra e, raggiunto il controviale, ha divelto le barriere di un cantiere stradale lanciando pietre e tentando di ritornare verso l'hotel dov'era in corso la manifestazione di Casapound, ma è stato nuovamente respinto dalle forze dell'ordine con idranti e lacrimogeni. I manifestanti hanno quindi proseguito per piazza Statuto, via Garibaldi e, dopo aver attraversato piazza Castello, hanno raggiunto piazza Santa Giulia, dove il corteo si è sciolto. 
Venerdì 23 Febbraio 2018, 13:35 - Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio, 18:18
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2018-02-23 17:28:07
Vigliacchi

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