Scontri Torino, figlia carabiniere a maestra: «Quando urli "dovete morire", non sai cosa dici»

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«Tu che gli urli "dovete morire" vedi, ogni volta che si allaccia gli anfibi e si chiude il cinturone, ho davvero paura che qualcuno lo faccia morire. Forse tu non sai cosa vuol dire». Inizia così una lettera aperta che la figlia di un carabiniere ha scritto a Lavinia Flavia Cassaro, la maestra che a Torino, in occasione del corteo degli antagonisti che cercavano di impedire un presidio di Casapound, ha insultato e offeso gli appartenenti alle forze di polizia.

La lettera è stata diffusa dal Cocer dei Carabinieri che ha deciso di rendere pubblico lo scritto definendolo una «grande lezione di educazione civica». Le parole della maestra, prosegue la rappresentanza sindacale dei carabinieri, sono «ingiustificabili sproloqui» e, soprattutto, una «voce isolata che non va a scalfire il grande lavoro ed il prestigio delle istituzioni scolastiche».
Mercoledì 28 Febbraio 2018, 16:40 - Ultimo aggiornamento: 28-02-2018 22:43
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1 di 1 commenti presenti
2018-02-28 20:02:02
...proseguendo un recente "pensiero" editoriale del sig. Macry inerente l'incongruente comportamento dei militanti antifascisti contestanti che usino, però, gli stessi metodi per nulla pacifici e per i quali era in essere la contestazione purtroppo, "rispondendo" alla figlia del carabiniere, non posso che dirle che la "pacifica insegnante", in virtù del proprio potere di "capacità educativa", doveva quasi sicuramente essere consapevole delle proprie e pubbliche ma infauste asserzioni. Asserzioni, come il buonsenso ed etica civica "imporrebbe" ad una insegnante abilitata di non esternare oltrechè non pensarle, di basso profilo morale ma "coerente" con ideologie anch'esse infauste e "inconcludenti" oltrechè fuori tempo della Storia contemporanea.

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