Papà orco, la Procura: «Ha violentato anche la suocera di 68 anni»

di Anja Cantagalli

Non si sarebbe solo limitato agli abusi sulla figlia, ma lo stesso avrebbe fatto anche alla suocera di 68 anni. Un 51enne di Roseto degli Abruzzi (Teramo) sarà giudicato con rito abbreviato il prossimo primo giugno, per le accuse di violenza sessuale a carico della figlia, 14enne all'epoca dei fatti, e della suocera. Non solo: la procura di Teramo contesta all'uomo anche i maltrattamenti a carico della moglie, di un altro figlio e della stessa suocera.

La procura disegna insomma uno scenario fatto di abusi e violenze all'interno delle quattro mura domestiche. Imputato lo stesso 51enne che nell'aprile scorso, per l'accusa di violenza sessuale nei confronti della figlia, era stato allontanato dall'abitazione familiare. Le indagini poi sono andate avanti e hanno delineato ulteriori accuse a carico dell'uomo. Per la procura, infatti, il 51enne, oltre ad aver abusato di sua figlia e di sua suocera, avrebbe costretto il figlio a tenere ferma la madre mentre la picchiava. Maltrattamenti che la moglie avrebbe subito per molti anni e che avrebbero coinvolto poi anche la suocera, che abitava nello stesso edificio della famiglia. Le violenze sulla 14enne e sulla 68enne suocera sarebbero avvenute, secondo i riscontri, quasi nello stesso periodo.

Proprio la ragazzina è stata ascoltata mesi fa in incidente probatorio dove è stata raccolta la sua testimonianza nel corso di un'audizione protetta. Ieri mattina l'uomo ha chiesto ed ottenuto dal gup Giovanni De Rensis di essere giudicato con rito abbreviato. La moglie, invece, si è costituita parte civile per se stessa e per il figlio, mentre la nonna si è costituita parte civile per la nipote di cui è diventata curatore speciale. La madre, infatti, si è vista sospendere la potestà genitoriale dal tribunale dei minori (così come il padre) ed in una diversa udienza preliminare del primo giugno dovrà rispondere di maltrattamenti sulla figlia. La procura, infatti, ha chiesto il rinvio a giudizio per la donna perché avrebbe detto alla figlia «Fai tornare a casa papà», dopo l'allontanamento di quest'ultimo. «Si contesta alla donna un presunto mancato sostegno alla figlia - le parole dell'avvocato Anna Candelori - Credo che invece sia fondamentale passi forte e chiaro il messaggio che chi subisce violenze deve denunciare e la madre, costituendosi parte civile, ha lanciato un messaggio chiaro».
Venerdì 17 Febbraio 2017, 11:44 - Ultimo aggiornamento: 17-02-2017 11:57
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP