Reggio Calabria, mancano gessi e tutori in ospedale: pazienti medicati con i cartoni

Cartoni usati come gessi per immobilizzare le fratture, incredibile all'ospedale di Reggio Calabria
di Simone Pierini

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Sembra incredibile ma è successo davvero. Al pronto soccorso dell'ospedale di Reggio Calabria sono finiti gessi e tutori e per immobilizzare fratture e distorsioni vengono utilizzati dei cartoni. Le foto choc mostrano come i pazienti siano sottoposti a cure «artigianali» in assenza delle sturmentazioni adatte, specialmente la notte.



La cause sarebbero diverse a partire dagli orari di ortopedia, che alle ore 20 chiude i battenti. Ad aggiungersi a questo anche il poco personale e le scarse forniture. 

«È vero, può capitare: al pronto soccorso di Reggio fratture e distorsioni si immobilizzano con i cartoni. E questo nonostante si tratti di un Dea di II livello». A confermare all'Adnkronos Salute quanto denunciato dal "Corriere della Calabria" è Gianluigi Scaffidi dell'Anaao Assomed Calabria. «Di notte ortopedia è chiusa, e i pazienti che si recano al Pronto soccorso dell'ospedale può capitare di venire immobilizzati per una frattura o una distorsione con dei cartoni».
 
 

La colpa sarebbe delle scarse forniture: «Il personale è costretto ad arrangiarsi», dice Scaffidi. Una situazione incredibile in un Dea di II livello, aggiunge il rappresentate dell'Anaao regionale. Quelle realizzate con cartoni e nastro adesivo o cerotti sono immobilizzazioni temporanee «per le quali esistono apposite guide pneumatiche, che evidentemente qui non sono disponibili», conclude Scaffidi. «In Calabria - dice - pensiamo all'ospedale del futuro, ma non vediamo quello che accade oggi».

 
Lunedì 30 Luglio 2018, 19:56 - Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 13:03
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