Sofiya, la criminologa e i dubbi sui veri motivi del suicidio di Pascal

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di Elena Filini

CORNUDA - Valentina Sidash non tornerà, al momento, in Italia. Gli ultimi tre giorni sono stati per lei particolarmente difficili. Sapere che quel corpo in fondo alla scarpata si è rivelato essere quello di Sofy, comprendere che la morte può non essere arrivata subito, immaginare lo stato in cui sua figlia è stata ritrovata, sono un peso troppo grande per lei. «Ora Vala ha bisogno di essere lasciata in pace. Ha già sofferto troppo, povera donna». A parlare è l'ex marito Antonio Zamattia, che si è posto come un filtro tra lei e le asprezze di una verità ancora confusa, che ha però un'unica, sconfortante certezza: Sofiya non tornerà. 

IL DRAMMA
E, nella cruda vicenda che ha per oggetto al 43 enne ucraina, si intrecciano due storie al femminile, che forse ripetono uno schema simile. Prima la madre, che incontra e sposa un uomo italiano e arriva in Veneto per cambiare la sua vita. Poi la figlia, che sceglie l'Italia come il luogo del riscatto. Due donne, due storie. E due finali non lieti, perchè Valentina abbandonata dal compagno e senza soldi prima viene ospitata in casa della figlia e di Pascal, poi fa ritorno in patria. Mentre a chiudere per sempre la vita di Sofiya è un gesto tragico e violento che vede al centro delle indagini il convivente Pascal Albanese, che la donna stava lasciando. L'uomo che si è poi suicidato, era insieme a Sofiya nelle sue ultime ore di vita. Tanti, troppi gli indizi che convergono su di lui quale assassino della 43enne ucraina. 

L'ESPERTA
Giulia Marcon, 30 anni, è psicologa e criminologa. Dal suo studio di via Everest segue l'evolversi della vicenda legata al brutale omicidio di Sofiya Melnyk, la 43 enne ucraina trovata la mattina del 24 dicembre sul versante vicentino del massiccio del Grappa. «Potremmo dire che quella con Pascal sia la relazione primaria. Fatta di vicinanza, convivenza, mutuo soccorso e soprattutto abitudine. Non è una relazione così facile da troncare. E infatti Sofiya per 16 anni l'ha portata avanti. La tesi che sta prendendo quota è che il suicidio di Pascal sia un confessione: mi uccido per il senso di colpa. Ho compiuto qualcosa di orribile. Ha una sua plausibilità ma non può far tralasciare un'altra ipotesi. Pascal si uccide perché senza Sofiya la sua vita non vale niente. Perché il rifiuto di Sofiya equivale all'autonegazione. Ma magari Pascal ha più intrecci di quelli che noi immaginiamo con gli altri uomini della vita i Sofiya».

LE OMBRE
«Sappiamo che quando arriva in caserma per la deposizione e vede il geologo 70enne lo riconosce e ha un moto di sorpresa mista a paura. Il geologo conosce bene Pascal, al punto da litigare con Sofiya che vuole includerlo nel possesso della casa. Pascal cosa sa del maturo professionista? Perlomeno che Sofiya trascorre con lui tutti i week end. E che è grazie al suo anticipo che hanno potuto acquistare la casa. Ma magari c'è dell'altro. Non mi spingo a dire che dagli hard disk uscirà la verità. Ma una donna di 43 anni può davvero prendere una decisione drastica come il cambio di vita in un mese? È davvero poco probabile. E se è così, il motivo è difficile sia il solo amore. Credo che la relazione avesse un secondo fine».
Lunedì 1 Gennaio 2018, 13:33 - Ultimo aggiornamento: 02-01-2018 11:14
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