Nuoro, bimba vaccinata per ordine del tribunale: la madre si opponeva

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Scoppia in Sardegna un caso legato alla vaccinazione, tra due genitori separati. Una bimba di tre anni che non aveva fatto tutti i vaccini obbligatori perché la madre era contraria e rischiava di non poter tornare in classe, nella scuola dell'infanzia che frequenta a Nuoro. Ma il padre - la coppia è separata - si è rivolto al Tribunale ordinario di Nuoro che ha accolto il suo ricorso, autorizzandolo a far effettuare alla figlia, contro il volere della madre, i vaccini.

Il provvedimento del Tribunale «autorizza a far effettuare alla figlia minore le vaccinazioni obbligatorie necessarie per consentire alla minore di frequentare la scuola dell'infanzia». La decisione del Tribunale va contro le convinzioni della madre della bambina, secondo cui una prima serie di vaccini somministrati alla piccola e alla sorellina minore avrebbero provocato nelle figlie un deficit di crescita.

Intanto ieri è scaduto per le famiglie il termine per presentare nelle scuole la documentazione sulle vaccinazioni e quando, domani, le scuole riapriranno saranno quei certificati a decidere se i minori potranno o meno continuare a frequentare le lezioni. E l'Anief, prevedendo una dura battaglia legale, si dice pronta «ad offrire patrocinio legale per tutelare il diritto all'istruzione contro l'assurda norma». Se le regole sono le stesse in tutte le regioni, si sono però differenze nelle procedure, a seconda che la Regione abbia o meno l'anagrafe vaccinale informatizzata.

RISCHIO ESCLUSIONE
Si stima che siano almeno 30.000 i bambini al di sotto dei sei anni non vaccinati. Sarà comunque difficile avere un quadro della copertura vaccinale ancora per alcune settimane: lunedì per nessuno di loro verrà meno l'iscrizione a scuola, ma potranno essere ammessi in classe solo quando le loro famiglie avranno presentato i documenti che attestino o la vaccinazione avvenuta oppure la prenotazione della vaccinazione presso una Asl. Per tutti le regole sono quelle previste dalla circolare emanata il 27 febbraio dai ministeri della Salute e dell'Istruzione, che fissava al 10 marzo il termine della consegna dei documenti. Sempre la circolare prevede le due possibili procedure per le Regioni, a seconda che abbiano o meno aderito all'anagrafe vaccinale informatizzata che permette agli istituti scolastici di ricevere i dati sulle vaccinazioni direttamente dalle Asl.

Le Regioni che non hanno l'anagrafe vaccinale informatizzata seguono la procedura standard, per la quale devono essere le famiglie a presentare alla scuola i documenti sulle vaccinazioni (avvenute o prenotate presso la Asl dopo il 10 marzo). In caso di mancata presentazione entro il 20 marzo i dirigenti scolastici devono scrivere alle famiglie invitandole a presentare i documenti e entro il 30 informare le Asl. In caso di mancata documentazione l'accesso ad asili nido e scuole materne è vietato finché il bambino non sarà vaccinato. Per i ragazzi da 7 a 16 anni, che frequentano la scuola dell'obbligo, la mancata vaccinazione può far scattare una multa compresa tra 100 a 500 euro.
Domenica 11 Marzo 2018, 10:34 - Ultimo aggiornamento: 12-03-2018 14:43
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