Reggio Calabria, la 'ndrangheta sul termovalorizzatore di Gioia Tauro: 7 fermati tra cui un ex sindaco

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Le mani della 'ndrangheta sul termovalorizzatore e sul depuratore di Gioia Tauro. È in corso dalle prime ore di questa mattina una vasta operazione, denominata Metauros, della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, finalizzata all'esecuzione di un fermo a carico di sette persone della cosca 'ndranghetista dei Piromalli. Le accuse sono di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni. Sequestrate anche le quote azionarie di società operanti nel settore della depurazione e trattamento delle acque, trasporto e compostaggio dei rifiuti speciali non pericolosi. I particolari dell'operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria. 

L'inchiesta
Metauros svela, per la prima volta, il condizionamento della cosca Piromalli nella costruzione e gestione dell'unico termovalorizzatore presente in Calabria, che si trova a Gioia Tauro, nell'area prospiciente al porto. Un controllo attuato attraverso un consolidato sistema di sottoposizione ad attività estorsive delle società che nel tempo hanno gestito la struttura di trasformazione dei rifiuti. Ad analoga attività estorsiva era sottoposta la «I.A.M.» (Iniziative Ambientali Meridionali spa) con sede a Gioia Tauro, operante nel settore della depurazione delle acque.
Giovedì 5 Ottobre 2017, 10:23 - Ultimo aggiornamento: 06-10-2017 11:08
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