Lotta alle mafie, il premio Don Diana
a Servillo, Saffiotti e Petrini

È stato assegnato all'attore casertano Toni Servillo, premio Oscar con «La Grande bellezza», all'imprenditore calabrese Gaetano Saffioti, e a Carlo Petrini, fondatore dell'associazione Slow Food, il premio nazionale «Don Diana 2017 - Per amore del mio popolo», assegnato a personalità che hanno saputo meglio incarnare il messaggio di Don Diana contribuendo alla denuncia, alla resistenza e alla costruzione di comunità libere alternative alle mafie.

I nomi sono stati resi noti oggi, come ogni primo giorno di primavera da quando sei anni fa fu istituito il riconoscimento, dagli organizzatori del Comitato don Diana insieme a Libera Caserta e alla famiglia del sacerdote che fu ucciso dal killer dei Casalesi Giuseppe Quadrano a Casal di Principe il 19 marzo del 1994. Il premio, opera dell'artista Giusto Baldascino, consiste in una vela in miniatura raffigurante il monumento presente nel Parco cittadino di Casal di Principe dedicato al sacerdote, e sarà consegnato il 4 luglio, giorno in cui don Diana avrebbe festeggiato il suo compleanno, nel corso di una cerimonia che si terrà nel bene confiscato denominato Casa don Diana.

Servillo se l'è aggiudicato «perché attraverso l'arte riesce a restituire cultura e dignità. Ha interpretato temi di fondamentale importanza tracciando uno spaccato di verità pubblica e privata per chi è vittima di soprusi ed interessi criminali. Non ha abbandonato la sua terra che continua ad alimentare con la bellezza della conoscenza».

Gaetano Saffioti, imprenditore di Palmi nel settore movimento terra, «per aver deciso di restare in Calabria e continuare l'attività aperta nel 1981. La sua battaglia di resistenza ha radici profonde, ispirato dal desiderio di libertà e di non abbandonare la sua gente così come non si abbandona un amico in difficoltà. Crede nel valore della parola e dell'esempio che vive con esemplare testimonianza. Con le sue dichiarazioni ha contribuito in modo determinante e significativo ad importanti operazioni di polizia.

Per Carlo Petrini, la motivazione sta nella »sua lungimirante intuizione e testarda convinzione che la terra va rispettata e che l'agricoltura produzione, alimentazione ma prima di tutto salute, lavoro, economia sostenibile e filiera etica«. Menzioni speciali sono andate a quattro associazioni, ovvero Rete di Cittadinanza e Comunità, Addiopizzo, Goel Gruppo cooperativo e Comitato Io Lotto- stop Biocidio.
Martedì 21 Marzo 2017, 19:30
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