L'orgoglio terrone torna a Pontida,
il sindaco leghista «chiude» la città

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Dopo il successo dello scorso anno a Pontida torna la festa dell'orgoglio terrone, che era stata organizzata come reazione alla visita napoletana di Matteo Salvini. E come l'anno scorso il sindaco, in vista del 'Festival dell'orgoglio migrante antirazzista' (questo ora il nome della manifestazione in programma per sabato), ha deciso di chiudere la città. Il leghista Luigi Carozzi ha firmato ieri un'ordinanza «contingibile e urgente» che impone per il 16 giugno la chiusura del centro storico, delle scuole, del cimitero, degli uffici comunali e postali e il divieto di vendita di alcolici e di bevande in bottiglia di vetro e lattine dalle 8 alle 24. Il motivo, si legge nella delibera, è «lo svolgimento di una pubblica manifestazione con la presenza d'un'elevata e imprecisata moltitudine di partecipanti, senza che siano state rilasciate le autorizzazioni previste dalle leggi e dai regolamenti comunali» che «favorisce l'insorgere potenziale di fenomeni di insicurezza urbana e o di turbativa della quiete pubblica».
Martedì 12 Giugno 2018, 15:06
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3 di 3 commenti presenti
2018-06-12 22:19:04
In fondo fare i pagliacci e' quello che meglio riesce a questo popolo. Non riescono a valorizzare niente della loro terra anzi la violentano ogni giorno. Ognuno deve fare quello che sa fare meglio. Perciò lasciateli divertire li perchè più stanno lontani meglio è.
2018-06-12 17:20:47
queste manifestazioni non fanno altro che aumentare il solco che c'é tra il nord ( o almeno da un certo nord) e il sud, é una provocazione che si poteva risparmiare
2018-06-12 16:05:01
Che pagliacciata!

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