«Eutanasia, una richiesta al giorno di morire con dignità. Legalizziamola per prevenire tanti suicidi»

«Negli ultimi due anni, da quando ho pubblicizzato la mia disobbedienza civile, ogni giorno ho ricevuto almeno una mail da persone che mi chiedono come possono morire con dignità». Lo rivela - in un'intervista al Corriere della Sera - Marco Cappato: «La prima persona che ho aiutato a morire è stato Piero Welby, nel 2006. Lui voleva l'eutanasia, noi l'abbiamo convinto a percorrere la via del diritto».

«Piero Welby era molto ironico. Aveva un senso dell'umorismo spiccato, che ho ritrovato sempre nelle persone che ho accompagnato in una morte dignitosa». Spiega che «quando mi cercano persone particolarmente afflitte che vogliono morire perché sono sole e disperate, io consiglio di rivolgersi a uno psichiatra. Non mi do da fare per una morte dignitosa. Ecco a cosa servirebbe la legalizzazione dell'eutanasia», «a prevenire tanti suicidi come quelli che ho appena descritto, di malati terminali o di depressi».

Cappato spiega di non candidarsi, «per il processo che ho in corso», per l'assistenza al suicidio di Dj Fabo: «Ho ritenuto opportuno non farlo. Non è un processo di disobbedienza civile sulle droghe. Qui c'è di mezzo la morte di una persona. Mi impegnerò comunque nella campagna elettorale per la lista +Europa di Emma Bonino».
Venerdì 19 Gennaio 2018, 09:42 - Ultimo aggiornamento: 19-01-2018 14:49
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