Divorzio, ecco cosa cambia: l'assegno riconoscerà i lavori domestici

di Claudia Guasco

Dapprima c'era la modella che, dopo un matrimonio lampo con il calciatore, monetizzava il divorzio grazie al principio del tenore di vita. Poi a fare giurisprudenza è toccato a Lisa Lowenstein: la signora si è vista negare gli alimenti dall'ex coniuge Vittorio Grilli, ministro nel governo Monti, perché economicamente autosufficiente. Gli ex mariti italiani hanno esultato, ora la Cassazione trova un equilibrio: stabilisce che il tenore di vita non è più un diritto assoluto, ma anche che l'assegno di divorzio non dipende dalla capacità di automantenersi e ha una funzione «assistenziale, compensativa e perequativa». Significa che ogni separazione è una storia a sé e l'appannaggio viene calcolato in base alla durata del matrimonio, all'età della signora e al contributo profuso nella vita insieme.

«Con questa sentenza si ripristina la giustizia sociale», afferma l'avvocato Gian Ettore Gassani. Il pronunciamento, che impone a tutti i tribunali di adeguarsi, è della Cassazione intervenuta a Sezioni unite: nello stabilire l'assegno di divorzio «si deve adottare un criterio composito» che tenga conto «delle rispettive condizioni economico-patrimoniali» e «dia particolare rilievo al contributo fornito dall'ex coniuge» al «patrimonio comune e personale, in relazione alla durata del matrimonio, alle potenzialità reddituali future e all'età».
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Giovedì 12 Luglio 2018, 10:38 - Ultimo aggiornamento: 12-07-2018 14:32
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