Caso Bellomo, Csm sospende magistrato Nalin da funzioni e stipendio

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Il Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio e ha collocato fuori ruolo il pm di Rovigo Davide Nalin, collaboratore del consigliere di Stato Francesco Bellomo nella Scuola di formazione giuridica «Diritto e scienza». A chiedere il provvedimento era stato il Pg della Cassazione Pasquale Ciccolo, che ha anche avviato l'azione disciplinare nei confronti del magistrato. Nalin è accusato di aver fatto da «mediatore» tra Bellomo e una borsista per procurare al collega «indebiti vantaggi», anche di «carattere sessuale».

Quello del «tribunale delle toghe» è un provvedimento cautelare, adottato in via d'urgenza. Occorre evitare che Nalin possa reiterare «condotte »gravemente scorrette« e »incompatibili« con le funzioni giudiziarie, aveva scritto Ciccolo nel motivare la sua richiesta. Perchè si tratta di vicende di »tale degrado« da ledere non solo la personale »credibilità« del pm , ma quella dell'»intera giurisdizione«. A rendere noto che la Sezione disciplinare del Csm ha sospeso il magistrato è stato il vice presidente Giovanni Legnini, intervenendo alla Camera alla conferenza di »Italiadecide« , dedicata alla cooperazione tra le giurisdizioni superiori.

La commissione speciale del Consiglio di Stato che dovrà redigere il parere con la proposta di destituzione del consigliere Francesco Bellomo, si riunirà - a quanto si apprende - mercoledì 20 dicembre. Il parere dovrà poi essere steso e passare all'esame dell'adunanza generale, che verrà convocata il 10 gennaio e a cui parteciperanno i circa cento consiglieri che la compongono, provenienti da tutta Italia.

La decisione dell'adunanza dovrà a questo punto essere formalizzata dal Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa. La destituzione, ossia la rimozione definitiva dai ranghi della giustizia amministrativa, è la sanzione più alta prevista in quest'ambito e non ha praticamente precedenti. Bellomo è sospettato di pressioni su borsiste della scuola per aspiranti magistrati da lui diretta, alcune delle quali sarebbero state obbligare a seguire una sorta di dress code, dovendosi presentare ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e con trucco marcato e con la pretesa che non fossero sposate. Una vicenda per la quale ora Bellomo è indagato dalla Procura di Bari per estorsione. 

Intanto spuntano altre 4 ragazze tra le vittime del pm Bellomo. 
«Sono stata contattata da quattro ragazze che hanno avuto un'esperienza simile in altri anni e in altre città. Mi hanno ringraziata dicendomi che adesso hanno anche loro il coraggio perché sanno di non essere sole», ha detto Rosa Calvi, avvocatessa 28enne di Cerignola (Foggia), al termine dell'audizione in Procura di Bari come persona informata sui fatti nell'ambito dell'indagine per estorsione a carico del consigliere di Stato Francesco Bellomo.
Lunedì 18 Dicembre 2017, 16:09 - Ultimo aggiornamento: 19-12-2017 17:09
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