La verità del boss dei Casalesi:
«L'Isis voleva i miei kalashnikov»

di Viviana Lanza

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«Le armi non le ho volute dare a quelle persone». Quasi con una punta di orgoglio Salvatore Orabona, collaboratore di giustizia, ex dei Casalesi, ha raccontato, prima ai pm e poi ai giudici, il rifiuto opposto alla richiesta di vendere armi a Mohamed Kamel Eddine Khemiri, il tunisino quarantatreenne condannato a giugno per terrorismo di matrice islamica. I dettagli di quell'incontro sono descritti nelle motivazioni, depositate in questi giorni, della sentenza pronunciata dai giudici della terza sezione della Corte d'assise del tribunale di Napoli che ha consentito di riportare in carcere Khemiri dopo la condanna a otto anni. Il processo, il tunisino, lo aveva affrontato da libero, dopo essere stato arrestato e poi scarcerato per falsificazione di documenti. Fu proprio in occasione di quel suo primo arresto che il pentito di camorra riconobbe la foto di Khemiri sui giornali locali e sentì di doverne parlare agli inquirenti.
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Mercoledì 26 Settembre 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 26-09-2018 09:58
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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
2018-09-26 13:07:01
O per bacco.Quando uccisero a sangue freddo donne e bambini e sgozzarono il figlio di un certo padrino senza pietà non fu altrettanto schifoso di chi usa le parole di un libro per fare un intifada?Secondo me certi camorristi invece sono meno comprensibili visto che non combattono per un'idea, sia pure assurda e sbagliata, lo fanno proprio per cattiveria!Asmodeo
2018-09-26 09:46:43
il maiale disse al somaro: Guagliò...mantenimmece puliti,mi raccomando
2018-09-26 08:16:23
Mentre i giudici combattono giustamente la malavita nostrana, perdono d'occhio che le organizzazioni malavitose che vengono dall'esterno, stanno assoggettando e diventando più forti e feroci di quelle paesane. Prima che sia troppo tardi bisogna pensare a sgominare queste organizzazioni di falsi migranti. Prevedere anche sconti a collaboratori di giustizia che fanno individuare e colpire queste organizzazioni anche nel loro interesse altrimenti saranno condannati all'estinzione.

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