Arancia meccanica in villa: «Una raffica senza fine di pugni in faccia, ero sicuro di morire»

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di Walter Berghella e Serena Giannico

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LANCIANO - «Ho visto una luce fioca nel corridoio, credevo fosse mia moglie e invece in un attimo mi è arrivata una raffica di pugni in faccia, è stata una macelleria. Sono ancora terrorizzato, sono state scene da film dell'orrore, io e mia moglie siamo vivi per miracolo». Parla con un filo di voce Carlo Martelli in un letto nel reparto di Chirurgia all'ospedale Renzetti di Lanciano. Sul volto tumefatto i segni della notte da incubo di cui è stato vittima con la moglie Niva, per due ore ostaggio di una banda di rapinatori sanguinari. Si guarda intorno, il medico presidente dell'Anffas, e incrocia lo sguardo commosso delle figlie, che vivono altrove e che subito sono rientrate a Lanciano non appena hanno saputo del dramma vissuto dai genitori. Ma in quella stanza d'ospedale è anche continuo il viavai di colleghi e amici - Martelli è medico in pensione ma ha collaborato con molti di loro -. La moglie è invece ricoverata al Multidisciplinare.
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Lunedì 24 Settembre 2018, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 24-09-2018 19:20
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