Annamaria Franzoni, nuova condanna: 400mila euro all'avvocato Taormina. «Non l'aveva mai pagato»

ARTICOLI CORRELATI
  • 436
Condannata. Annamaria Franzoni dovrà risarcire il professor Carlo Taormina per un mancato compenso di 275mila euro.

 
 


Lo ha deciso il giudice del tribunale civile di Bologna Giuseppina Benenati, con una sentenza depositata oggi, di cui apprende l'ANSA: la cifra riguarda il compenso professionale mai percepito per averla difesa nel processo sul 'delitto di Cogne'. Sommata di Iva, interessi e cassa previdenza avvocati, la somma complessiva dovuta si aggira attorno ai 400 mila euro.

Franzoni, condannata nel 2008 in via definitiva a 16 anni per l'omicidio del figlio Samuele commesso a Cogne nel 2002, fu assistita da Taormina nel processo fino a quando il penalista, ex deputato del Pdl, non rinunciò definitivamente al mandato, il 23 febbraio 2007. L'avvocato, nel 2013, assistito dal figlio Giorgio, aveva citato in giudizio la donna chiedendo onorari mai pagati per 771.507 euro, di cui circa 14mila riferibili al marito Stefano Lorenzi per alcune querele predisposte dal legale. La difesa di Franzoni, assistita dagli avvocato Lorenzo Imperato, Cristiano Prestinenzi e Livio Bonazzi, è sempre stata che fin dall'inizio Taormina aveva pattuito la gratuità della prestazione. Il giudice, però, osserva che non c'è prova di questo accordo, né la rinuncia al compenso da parte di Taormina è stata espressa o manifestata: non è sufficiente che ne abbia accennato Franzoni nel suo libro.

Franzoni e Lorenzi, spiega il giudice, «sono caduti nell'equivoco sulla gratuità dell'attività dell'avvocato Carlo Taormina ma per loro disattenzione, posto che per qualsiasi incarico, il cliente è tenuto al pagamento di tutte le attività svolte dal professionista fino al momento della revoca». Il giudice, nel quantificare la somma dovuta, si è basato su una consulenza tecnica d'ufficio affidata all'avvocato Marco D'Apote, nell'ambito del processo civile. Ha rigettato, invece, la richiesta di condanna per Lorenzi, così come ha rigettato la richiesta dei Lorenzi che pretendevano a loro volta un risarcimento da 200mila euro, ritenendosi danneggiati dal coinvolgimento nel processo 'Cogne-bis'. Secondo la sentenza, l'attività difensiva «è stata svolta con puntualità e diligenza nell'esecuzione del mandato conferito, in relazione all'attività processuale di volta in volta condivisa» dai suoi ex assistiti. 
Giovedì 16 Febbraio 2017, 19:13 - Ultimo aggiornamento: 16-02-2017 19:30


QUICKMAP