Alternanza scuola-lavoro, diciassettenne in officina si amputa la falange di un dito

Uno studente di 17 anni, impegnato in un progetto di alternanza scuola lavoro, ieri mattina si trovava in un'officina meccanica in via Prato a Montemurlo (Prato), dove è rimasto coinvolto in un incidente sul lavoro. Il ragazzo si è ferito alla mano sinistra mentre stava lavorando a un macchinario che gli ha amputato la falange dell'anulare. Commenta in una nota la Fiom Cgil Prato: «Dopo quello avvenuto circa un mese fa presso un'azienda specializzata in provincia di Udine, quando è stato un giovane studente friulano a ferirsi alla mano durante l'utilizzo di un macchinario, quello di ieri è solo l'ultimo di una serie di infortuni sul lavoro avvenuti durante il percorso di alternanza. Quindi non un caso isolato.

Questi gravi episodi testimoniano una mancanza di formazione e una scarsa cultura della prevenzione che caratterizzano non solo i percorsi di Asl, ma più in generale l'intero mondo del lavoro. La sicurezza e la tutela dei lavoratori, nei casi di Asl degli studenti, deve essere messa al primo posto». Emilio Testa, segretario generale della Fiom Cgil di Prato, aggiunge: «Serve maggiore accortezza, le regole vanno rispettate scrupolosamente e deve essere sempre presente un tutor che segua i ragazzi soprattutto quando si tratta di ambienti e lavori potenzialmente rischiosi. È importante sensibilizzare sia le scuole che le aziende: tutti dobbiamo provare a dare il nostro contributo perché ci siano controlli rigorosissimi». 

La Rete degli Studenti Medi di Prato osserva: «Il progetto di alternanza scuola lavoro dovrebbe essere un percorso didattico alternativo, che dovrebbe educare al valore del lavoro. Mettere gli studenti in situazioni rischiose o in condizioni di sostituzione di mano d'opera non fa che accentuare una formazione basata sullo sfruttamento e sulla precarietà». Lunedì 18 giugno si terrà presso la sede della Cgil di Prato un incontro tra Fiom Cgil, Flc Cgil e la Rete degli studenti Medi «per iniziare insieme un percorso che possa individuare orientamenti per la realizzazione di validi percorsi di alternanza scuola lavoro». Sulla vicenda è intervenuto anche Mauro Fuso della Cgil Toscana: «Inammissibile e inconcepibile, un fatto gravissimo indipendentemente dall'entità dell'infortunio. Nella Toscana così attenta ai temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, le Istituzioni devono ripensare percorsi e formazione dell'alternanza scuola lavoro. Se non si interviene prontamente, e questo vale anche per le imprese e le loro associazioni, ci si arrende all'irresponsabilità e alla teoria degli incidenti. Non si tratta mai del caso e soltanto formazione e prevenzione possono favorire una nuova cultura della sicurezza sul lavoro. L'alternativa è aspettare che ci sia il morto e piangere così l'ennesima vittima di un 'incidentè. Agire subito è indispensabile e la Regione Toscana attraverso i suoi poteri deve farlo prontamente con un intervento diretto, preciso e inequivocabile».
Giovedì 14 Giugno 2018, 12:06 - Ultimo aggiornamento: 14-06-2018 21:20
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