Manovra, sì all'intesa con la Ue

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di Michele di Branco

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I capisaldi della manovra in parcheggio. Il governo presenta il primo pacchetto di emendamenti in Commissione Bilancio della Camera, ma Reddito di Cittadinanza e Riforma della legge Fornero restano fuori, in attesa che la maggioranza trovi un punto di equilibrio e presenti le norme in Senato.

Conte convince Salvini e Di Maio: abbiamo i soldi per le riforme

Le proposte di modifica presentate ieri sono 54: 15 del governo e 39 dei relatori della legge di Bilancio e tra le misure trova posto la Sanità, dalle liste d'attesa agli sconti per le farmacie, ma nessuna delle proposte attese su famiglia e taglio delle pensioni alte, sopra i 90 mila euro. Su quest'ultimo, delicatissimo aspetto, tuttavia, il governo ha fatto chiarezza precisando che l'emendamento in manovra per il taglio «ci sarà».
Fonti di Palazzo Chigi hanno infatti spiegato che si sta valutando se inserire la norma già nel passaggio alla Camera. In caso contrario, la misura arriverà «sicuramente» nel passaggio al Senato. L'attenzione generale, comunque, è rivolta agli sviluppi relativi a Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

A questo proposito, il governo potrebbe presentare una seconda tranche di proposte ma, almeno per quanto riguarda le pensioni, è probabile che alla fine si decida di rinviare tutta l'operazione, compresa quota 100 per il superamento della riforma Fornero, al Senato. Lo ha lasciato capire il presidente della commissione Bilancio, Claudio Borghi, che ha chiarito che alla Camera non c'è più tempo per intervenire. Non è escluso, tuttavia, che alcuni ritocchi possano ancora arrivare a Montecitorio, magari nel passaggio in Aula, e questo potrebbe essere oggetto di un nuovo vertice politico che dovrebbe svolgersi entro oggi. Il governo è impegnato in un duro braccio di ferro con Bruxelles per evitare la procedura d'infrazione e, nonostante i toni più distesi e le aperture, l'Unione Europea ora vuole vedere un impegno concreto da parte italiana per andare incontro alle richieste avanzate, ovvero uno sforzo per portare l'asticella del deficit-Pil intorno al 2% (che tuttavia il leader della Lega ha definito come «bufala», parlando di «numeri al lotto».

IL PUNTO
In attesa delle decisioni politiche («L'Europa può mandare anche Padre Pio, ma io la legge Fornero la smonto pezzo per pezzo», ha avvertito ancora il leader della Lega), i lavori della commissione alla Camera continuano (sono 500 le proposte di modifica presentate dai gruppi e accantonate nei giorni scorsi) con l'obiettivo di arrivare a licenziare il provvedimento domani e consentire l'approdo in Aula, già slittato più volte, mercoledì.
L'interesse primario del governo è fare presto. Soprattutto per consentire alla diplomazia di Palazzo Chigi di contrattare con Bruxelles in un clima più disteso. A questo proposito Salvini e Luigi Di Maio hanno diramato una nota congiunta con l'evidente obiettivo di rafforzare il ruolo del premier. «Giuseppe Conte hanno spiegato i due vicepremier sta illustrando all'Europa le potenzialità dell'ampia agenda di riforme che riporterà il Paese a crescere, evitando il rischio di una terza recessione e aprendo all'Italia una prospettiva futura migliore. Le nostre misure hanno fatto sapere i due azionisti di riferimento della maggioranza gialloverde rimettono in moto l'occupazione e la produttività, tendendo la mano a chi è rimasto indietro in questi anni di crisi, dando respiro ai consumi e guardando agli investimenti come trampolino fondamentale per la crescita nel lungo periodo».
Più tardi fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che il comunicato redatto a quattro mani serviva, appunto, a ribadire la piena fiducia nel lavoro di mediazione che il premier Conte sta svolgendo a tutti i livelli («E' cruciale in un momento così importante sapere di potersi affidare alle competenze e alle capacità di un presidente del Consiglio nell'interlocuzione con il presidente della Commissione europea Juncker e il Commissario Moscovici», si legge tra l'altro nella nota) in vista della messa a punto definitiva della manovra per il 2019. Una mediazione che, si è fatto notare «tiene conto, senza rinunce, di tutte le priorità fissate, a partire dal reddito di cittadinanza e quota 100».
 
Lunedì 3 Dicembre 2018, 07:22 - Ultimo aggiornamento: 03-12-2018 11:59
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