Attacco di uno squalo bianco a riva, sangue in mare vicino a due surfisti: ma la verità è un'altra

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di Federica Macagnone

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«A un certo punto ho pensato: "Sono morto", non credevo di avere più speranze» racconta ancora sotto choc Nisi Schlinger, un adolescente di New York che lunedì, insieme al suo amico Zevi Greenspan, ha vissuto nel mare di Orleans, nel Massachusetts, il battesimo del surf più traumatico e a tinte horror che si possa immaginare.
 
 

I due erano talmente concentrati su quello che stavano facendo in acqua da non accorgersi minimamente dello squalo bianco alle loro spalle e della folla che, dalla spiaggia di Nauset, vicino a Cape Cod, a gran voce urlava loro di tornare immediatamente a riva. «Vedevo le persone che correvano e urlavano gesticolando verso di noi - racconta Nisi - e ho pensato che volessero segnalarci l'attesa eclissi di sole: ho guardato in cielo, ma non ho visto nulla che assomigliasse a un'eclissi e ho continuato a chiedermi cosa volessero dirci». Una scena drammatica che a posteriori, grazie al fatto che i ragazzi sono riusciti a salvarsi, appare assolutamente comica. In quel momento, però, a riva serpeggiava il terrore per la sorte dei due e c'era poco da ridere. «All'improvviso - continua Nisi - mi sono sentito per un attimo come afferrato per le gambe e tirato via dallo squalo: solo in quel momento ho sentito che la gente mi urlava di uscire». Terrorizzato anche il suo amico Zevi: «Mi sono voltato a sinistra - racconta - e ho visto Nisi annaspare, con qualcosa che fluttuava accanto a lui e tutto intorno una grande chiazza di sangue: ero sicuro che lo squalo avesse addentato una persona, quasi sicuramente lui». Lo stesso sangue che ha visto dalla spiaggia la folla, sempre più disperata e convinta che Nisi fosse spacciato. 

Invece, miracolosamente, non tutto era come sembrava. Lo squalo aveva finito per preferire una foca lì vicino e l'aveva attaccata uccidendola, lasciando perdere il ragazzo che, in quel momento, era l'unico felice nel vedere tutto quel sangue, l'unico ad aver capito che l'aggressore lo aveva mollato e che lui era stato graziato. A quel punto i due amici hanno nuotato a tutta birra verso la riva, nel tripudio generale. Ora, però, dopo questo choc, hanno detto che prima di tornare in acqua ci penseranno due volte: «Ci vorrà un po' di tempo prima di trovare il coraggio di tuffarmi nuovamente in questo mare» ha confessato Nisi. E ha ragione: la spiaggia è stata chiusa dalle autorità locali, che hanno sottolineato come ormai sempre più squali bianchi riescano ad avvicinarsi alla costa minacciando i bagnanti.
Mercoledì 23 Agosto 2017, 17:51 - Ultimo aggiornamento: 24-08-2017 03:31
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