Achille e Ulisse, i cuccioli di lupo cresciuti in un recinto che hanno ritrovato la libertà

di Ebe Pierini

Il lupo è forse l’animale più presente nella nostra cultura, fa capolino nelle nostre fiabe e nelle nostre tradizioni. Incarna un pezzo di natura selvaggia, fiera e indomita, sopravvissuta negli anni nonostante le persecuzioni che questa specie ha dovuto subire. Quello tra uomo e lupo è un rapporto di amore e paura, attrazione e rispetto. Probabilmente il lupo conosce l’uomo meglio di quanto l’uomo conosca il lupo perché si è adeguato alle condizioni che gli umani gli hanno imposto, ha rischiato l’estinzione ma è riuscito a riconquistare i territori da cui lo avevamo cacciato. Come successo ad Ulisse ed Achille i due cuccioli di lupo protagonisti di un ambizioso progetto. Per la prima volta due esemplari allevati fin da piccoli dall’uomo sono poi stati liberati. L’imprinting può condannare questi animali ad una vita in cattività perché possono tornare nel loro habitat naturale solo dopo che hanno appreso il linguaggio del branco per questo i contatti con l’uomo devono essere ridotti al minimo per evitare che siano condannati a vivere per sempre in un recinto. Ulisse venne ritrovato nel maggio 2016 lungo un sentiero sulle falde del monte Zuccherodante. Una decina di giorni dopo sulla statale 63 venne rinvenuto Achille. Vennero affidati a Elisa Berti e ai volontari del Centro Monte Adone, una struttura per il recupero e la cura degli animali selvatici sull’Appennino Bolognese. La loro storia è stata raccontata da Giuseppe Festa in “I figli del bosco”(Garzanti Editore). Secondo prassi i due cuccioli sarebbero stati destinati a restare in un recinto per tutta la vita ma Elisa e le altre persone che si sono presi cura di loro si sono battuti perché ciò non accadesse. Il loro obbiettivo ed il loro sogno è stato quello di restituire al bosco quelle due creature. L’autore del libro ha trascorso con loro 15 mesi sulle cime dell’Appennino e ha raccontato con minuzia di particolari tutte le fasi del progetto. A Monte Adone i due lupetti sono cresciuti assieme ad Ares e Lara che sono due ibridi. Il nonno di Ares era nato da incrocio tra cane randagio e lupo. Lara è un ibrido di seconda generazione. L’Ibridazione è minaccia per l’integrità genetica del lupo e di conseguenza per la conservazione in natura e, per questo, diverse regioni non ne consentono la liberazione quando vengono recuperati feriti o malati proprio per evitare che si accoppino con lupi puri.  Assieme ad Ares e Lara i lupetti hanno appreso la gerarchia del branco e il linguaggio della loro specie.  Due sono stati gli ostacoli alla loro liberazione: mancanza di esperienza in natura e potenziale confidenza con gli esseri umani. Alla fine, il 6 luglio 2017, la regione Emilia Romagna ha dato il via libera alla liberazione dei due lupi, sul monte Zuccherodante. Un esperimento mai provato prima. Ulisse ed Achille, dotati di radiocollare, sono stati liberati in una zona boscosa. La loro storia, che è una storia di convivenza tra uomini e lupi ma anche di libertà ritrovata,  ha dato vita a discussioni, dibattiti, riflessioni scientifiche ed etiche. “Puoi dare da mangiare a un lupo, lui si girerà sempre verso il bosco” recita un proverbio russo. Ed è quello che hanno fatto Achille e Ulisse.
 
 

 
Domenica 16 Dicembre 2018, 17:57
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