Storica o profumata, vajassa o teatrale: la tombola è protagonista delle feste

di Benedetta Palmieri

Tra l’1 (che è l’Italia) e il 90 (che è la paura), ci sono altri ottantotto numeri che offrono uno spaccato su buona parte del dicibile (e dell’indicibile) del mondo. Ci sono gli animali: i sorici e la jatta, il maiale e pure i pidocchi; ci sono i grandi temi come la disgrazia (che ovviamente fa 17) e i sentimenti come la meraviglia (altro numero famoso, il 72). E ancora, l’immancabile caffè, il morto e il morto che parla, la donna al balcone e le zitelle. Nonostante il colore del quale già è naturalmente intrisa, la tombola napoletana è anche oggetto di differenti versioni, che ne fanno la protagonista – in questo periodo – di tanti appuntamenti. C’è quella recitata e quella storica, quella per bambini e quella vajassa.

Mettiamole in ordine di arrivo, così che sia più facile orientarsi.

Questo sabato 30 dicembre (ma si replica il 5, il 6 e il 13 gennaio, sempre alle 21 e sempre al Caffè Teatro Angioino in via Melisurgo 46; le informazioni si trovano invece su sito e pagina Fb di “Insolitaguida”, che organizza e che si può contattare per le prenotazioni ai numeri 338/9652288 e 081/19256964), c’è ad esempio la “Tombola Vajassa” – la formula è quella della cena-spettacolo, dunque si mangerà qualcosa e poi entrerà in scena il personaggio del femminiello. Ogni numero chiamato sarà accompagnato da una piccola storia, e tutti i numeri saranno poi parte di un racconto unico che li metterà in qualche modo in sequenza; non mancheranno, secondo tradizione, commenti un po’ spinti, ma – si auspica – mai volgari. Trattandosi di spettacolo e non di gioco vero e proprio, non ci saranno vincite in denaro, ma qualche premio sì.

Da segnalare che “Insolitaguida” (stessi riferimenti su riportati, anche per chiedere date e possibilità di organizzarne) ha in programma anche una tombola ben più pudica: “Tombolissima” – rigorosamente per gli under 14 – è un gioco che rompe la tradizione, in quanto mancante di numeri. Numeri che saranno sostituiti da simboli, immagini e parole. Il meccanismo di vincita resta lo stesso, ma si baserà per un primo giro sugli odori: le immagini saranno quelle di fiori, frutti o oggetti che emanano profumo o un cattivo odore; e il panariello produrrà gli odori corrispondenti, quindi bisognerà avere un ottimo olfatto. Poi ci sarà il giro degli indovinelli; infine quello delle parole mimate.

Ma torniamo a questa sera (il giorno 30 alle 19, si replica domenica 7 alle 12) e ancora alla versione vajassa: la tombola sarà parte di un incontro più lungo, che prevede una visita guidata organizzata da “LeCapere Tour” (ci si vede alla stazione Toledo della metropolitana; per informazioni e necessarie prenotazioni, sito e pagina Fb dell’associazione, la mail lecaperenapoli@gmail.com, e i numeri 328/9705049 e 327/4910331). “Sabato sera dint’ ’a nu vascio” (che diventa poi “Domenica dint’ ’a nu vascio”) prevede un giro per Toledo e i suoi vicoli, sino alla sosta in un basso, dove si mangerà, si canterà, e naturalmente si assisterà alla colorita chiamata dei numeri.  

L’anno inizierà poi con “L’urdema tombolata” – protagonisti Alan De Luca e Lino D’Angiò, che porteranno in scena alcuni dei loro personaggi più noti, che condurranno il gioco. L’appuntamento è alle 19 del primo gennaio nella Sala del Capitolo del convento di San Domenico Maggiore (le informazioni si chiedono al 320/7749825).
Alan De Luca replica domenica 7 gennaio (sempre alle 19 nella
Sala del Capitolo del convento di San Domenico Maggiore) con “Totò Tombola”, questa volta in compagnia dello scrittore Amedeo Colella: si sarà coinvolti in un viaggio nel mondo artistico del grande Totò. (Il numero di riferimento è lo stesso su indicato).

E arriviamo alla fine, che è poi in verità l’inizio: la “Tombola storica del 1734 in lingua napulitana”, che l’associazione “I lazzari” (da contattare alla pagina Fb, o al numero 331/8923006) organizza il 6 gennaio alle 19 a Palazzo Venezia (via Benedetto Croce 19, telefono 081/5528739), torna infatti indietro nel tempo, all’origine del gioco.
Nel 1734, una querelle tra re Carlo di Borbone (che voleva la legalizzazione e il controllo del gioco del lotto, per evitare di perderne i guadagni a causa di quello clandestino) e padre Gregorio Maria Rocco (che lo osteggiava per motivi di morale religiosa) si concluse con il divieto di giocare nel periodo natalizio – cosa che fece nascere la formula casalinga della tombola, arrivata sino a noi.

Quell’epoca, con i suoi costumi e la sua lingua (curati da Davide Brandi) sarà riportata in vita da attori e figuranti, che interpreteranno anche poesie, canzoni e villanelle che andranno dal Duecento all’Ottocento.
Tra l’altro, è curioso sapere che i significati dei numeri, le immagini loro attribuite, sono in questa versione originale spesso differenti da quelli che sono attuali: il 15, ad esempio, che è l’odierno guaglione, un tempo era il ’o rre; o, per tornare davvero all’inizio, il numero 1 che è oggi il nostro Paese, nel 1734 era un romantico e nostrano sole ’e Napule. 
Sabato 30 Dicembre 2017, 11:58
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP