Ricciardi «da bere», ecco il cocktail ispirato al commissario di Maurizio de Giovanni

di Emanuela Sorrentino

Il commissario Ricciardi finisce... in un drink. Ma stavolta non per risolvere uno dei suoi misteriosi casi. Il personaggio creato dallo scrittore Maurizio de Giovanni non beve alcolici, ma Giovanni Avolio - restaurant manager del Grand Hotel Parker’s di Napoli - si è ispirato a lui e all'epoca in cui vive e lavora, gli anni Trenta, per un cocktail molto partiocolare, proposto in occasione della presentazione in hotel di “Rondini d’inverno”, romanzo dello scrittore partenopeo già in testa alle classifiche. Da qualche settimana il drink, come il libro, è sempre più richiesto. 

«L'ho assaggiato ed è davvero buono - spiega de Giovanni -. per me è stata una sopresa che mi ha molto divertito. Il commissario non beve alcolici e allora.... l'ho provato io! So che sta riscuotendo molto successo e che ormai è diventato per tutti “Il Ricciardi”». 

«Un drink ispirato al Futurismo» è scritto nelle pagine facebook dedicate al cocktail «che oltre ad aver rivoluzionato l’arte e la letteratura, portò le sue idee provocatorie e dirompenti anche dietro i banconi dei bar, rendendoli teatri di originali esperimenti culinari, dando vita a nuove ricette e rompendo gli schemi della miscelazione tradizionale - afferma Avolio -. I drink futuristi furono il primo esempio di bibite che utilizzavano come basi alcoliche grappa ed arzente e come aromatizzanti rabarbaro, genziane, assenzi, rosoli, ma soprattutto vini e vermouth della tradizione italiana».

Su Facebook spopola la ricetta del «Ricciardi» a base di rabarbaro Zucca, curaçao, Vecchia Romagna Etichetta Nera e spumante. Per guarnire il consiglio è di utilizzare un ciuffetto di menta e la buccia di arancio estraendo prima i suoi oli essenziali.
Mercoledì 2 Agosto 2017, 12:29 - Ultimo aggiornamento: 02-08-2017 12:29
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