Il design dell'Accademia Belle Arti di Napoli approda ad Alta Roma

Giovani designer napoletani ad Alta Roma
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di Salvio Parisi

Si chiama «Abit-anti» la performance sulle passerelle di Alta Roma che alcuni allievi dell'Accademia Belle Arti di Napoli hanno inscenato nel weekend romano appena trascorso, dedicato all'alta moda e la creatività artigianale italiane che dalla Capitale si proiettano ogni anno nel panorama internazionale del fashion business.
 
 

Dal corso di design di moda e costume all'Accademia partenopea Emanuela Alfieri, Giuseppe Simeoli, Maria Nocerino, Ma Shuo e Soraya Caserta hanno lavorato durante l'ultimo anno accademico a progetti individuali per la realizzazione di una capsule collection femminile e maschile in equilibrio tra creatività industriale, identità artistica e capacità sartoriale. Un percorso didattico e concettuale concretizzato in una linea di abiti che perdono la mera funzione di involcuro e sovrastruttura per accogliere e interpretare la mutevolezza di corpo&anima e costruire forme o significati che fluttuano, accompagnano e seguono le linee di chi l'indossa: «abito pensato e pensante, non più veste ma estensione di un corpo mutevole», come hanno proclamato i giovani stilisti.

Cinque collezioni donna e uomo, che mirano quasi a perdere l’idea stessa di gender per vestire piuttosto l’essere cogitante: dalla leggerezza ottenuta per sottrazione di "Khifa - Lightness" di Emanuela Alfieri, sinonimo di libertà di movimento e liberalizzazione del pensiero, ai monoliti di "Bewilderness", collezione di Giuseppe Simeoli che ristabilisce libere proporzioni tra i volumi, agli esercizi sulle linee di "Geometric Shapes" di Maria Nocerino, "Holma" di Ma Shuo e "Wooden" di Soraya Caserta, dove il vestito diventa assemblaggio di forme che cambiano aspetto e significato in un gioco di costruzione e de-costruzione.

 
Martedì 11 Luglio 2017, 12:22 - Ultimo aggiornamento: 11-07-2017 12:22
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