Un festival itinerante e un cineforum per i diritti umani allo Scugnizzo liberato

di Benedetta Palmieri

Itinerante, il “Festival del cinema dei diritti umani di Napoli” quest’anno si muove nel corso soprattutto di questo mese di aprile, toccando diversi luoghi della città, ma facendo tappa soprattutto al “Cineforum dalle gambe lunghe” – organizzato dallo Scugnizzo liberato (che lo ospita, a salita Pontecorvo 46; informazioni alla pagina Fb).
Il festival è appuntamento ricorrente, che da una decina d’anni circa si occupa di affrontare e promuovere un dibattito sull'irrinunciabile sostegno da offrire a chi lotta per l’uguaglianza tra gli esseri umani; ma anche sull'importanza di una comunicazione in grado di veicolare le corrette informazioni e sensibilizzare così su quelle lotte. 

Prossimo appuntamento, proprio con il cineforum dello Scugnizzo liberato, questo martedì 17 (alle ore 20), quando verrà proiettato “Fucili o murales” di Jordi Oriola Folch, ma soprattutto si terrà l’incontro con il regista catalano, che – impegnato nella difesa del popolo Saharawi – ne racconterà gli abusi subiti e la storia di resistenza non violenta.
Naturalmente, parte fondamentale del suo impegno è proprio far conoscere le vicende di quel popolo “oppresso e dimenticato, sempre in lotta contro il governo del Marocco per rivendicare un’autonomia che gli viene negata anche da buona parte della comunità internazionale”. Il documentario si focalizza soprattutto sulla “attesa per il referendum promesso dall’Onu, che dovrebbe consentire ai Saharawi di autodeterminarsi e porre fine all’occupazione del Sahara occidentale da parte del Marocco” – una attesa lunga e deludente, che non ha mancato di creare anche contrasti tra gli stessi Saharawi, tra coloro che vogliono proseguire nella lotta non violenta e coloro che vorrebbero tornare in guerra.
 
I successivi appuntamenti del cineforum sono fissati per martedì 24 alle 19.30 con “The mother refugees” di Dima Al-Joundi, che segue le vicende di quattro donne rifugiate in Libano, costrette a crescere i propri figli in un campo profughi, sperando sempre di poter tornare a casa; e l’8 maggio con “Gente dei bagni” di Stefania Bona e Francesca Scalisi: negli ultimi bagni municipali di Torino, si intrecciano intimità e storie personali, bisogni e rabbie, ma anche condivisione e ascolto. 
 
Nell’ambito del festival, anche l’appuntamento di questo giovedì 19 all’ex Opg occupato Je so’ pazzo (alle 19, a via Matteo Renato Imbriani 218; informazioni alla pagina Fb): sullo schermo, “La stanza delle pietre e del cielo” di Sara Grilli, Cristiana Grilli e Francesco Toscano; il documentario racconta proprio di vicende legate agli Opg (gli ospedali psichiatrici giudiziari), alla loro storia e alla loro scomparsa, raccontando delle atrocità e delle torture che vi si perpetravano. 
Martedì 17 Aprile 2018, 12:49 - Ultimo aggiornamento: 17-04-2018 12:49
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