Napoli incontra l'Oriente: nasce Iki, da una storia fatta di cibo, arte, moda e design

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di Delia Paciello

Un mix di culture e sapori che arrivano da terre lontane. L’Oriente si mescola con l’Occidente, ed anche Napoli accoglie i frutti dell’innovativa combinazione: arriva infatti Iki, Contemporary Jap Asian cuisine. Nel nuovo locale di Massimiliano Neri, in via Nardones, è possibile per la prima volta in Italia gustare in un unico posto piatti che provengono da diversi paesi. Non solo il giapponese, ormai diffuso notevolmente in Italia negli ultimi anni, ma tutti i sapori asiatici si uniscono in creazioni uniche servite elegantemente da Iki, che si fa così pioniere di uno stile, il Jap Asian.

Ma Massimiliano non è nuovo a queste aperture culturali, che avvengono anche attraverso il cibo. Quindici anni fa infatti nasceva per opera sua Kukai, il primo sushi restaurant del Centro-Sud Italia in uno dei quartieri più antichi della città. Una passione, quella per il Sol Levante, che è cresciuta nel tempo arricchendosi di anni di studio e di esperienze formative, fino ad arrivare alla nuova idea. «Iki vuol dire nascita e vita di qualcosa di bello», racconta l’ideatore. «I piatti della tradizione giapponese restano nel menù, ma ci saranno anche portate Jap Asian, ossia una fusione dei sapori giapponesi con quelli thailandesi, indiani, vietnamiti, cinesi. Ma la novità sta anche nell’abbinare food e drink, con dei cocktail giapponesi studiati ad hoc dal nostro barman».
 
 

L’innovazione sta non solo nel gusto, ma anche nella vista. Iki ospitarà mostre d’arte, ogni volta nuove, in uno spazio curato nei minimi dettagli dall’architetto Francesca Faraone. «Nella realizzazione del progetto sono stati impiegati materiali preziosi, legno, oro, ottone, marmo, al fine di conservare quell’allure di seduzione dei palazzi antichi, come quello che ospita Iki», spiega Francesca. «I colori sono bianco, nero, blu ottanio e oro. È stato ideato un privè con pavimento e pareti in legno, con cantina a vita e un grande e unico tavolo centrale checrea l’effetto ottico di cerchi concentrici attraverso un gioco di vetri e luci . E l’immagine del locale stesso si apre al cambiamento ospitando opere d’arte diverse, diventando espressione di una continua evoluzione».

Nulla è lasciato al caso: anche le divise del personale sono curate da un noto stilista, Francesco Scognamiglio. Per la donna è stato disegnato e realizzato un kimono samurai rivisitato in pizzo, con i merletti e le trasparenze caratteristiche dello stile Scognamiglio. Per l’uomo, tunica da samurai. Espressione di un lusso semplice con un tocco di International glam.
Martedì 10 Ottobre 2017, 19:29 - Ultimo aggiornamento: 10-10-2017 20:36
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