Il sentimento della fratrìa sullo schermo dell'Asilo con la rassegna “Siblings”

di Benedetta Palmieri

«È come un fratello» è espressione che indica – anzi, che vuole determinatamente ostentare – un’appartenenza, una vicinanza, la condivisione di qualcosa che unisce in maniera pure più profonda dell’amicizia. Come se si fosse portatori di un sostrato, di una sostanza umana così simili da far pensare che li si sia costruiti insieme, dalla nascita, come accade ai fratelli (o quantomeno, a buona parte di loro). Perché quel rapporto, quello fraterno, è inteso tra i più solidali (anche qui, buona parte delle volte) in assoluto.

E allora, sono loro – questi «fratelli, amici, compagni, complici; sorelle, amiche, compagne, complici» – i protagonisti della nuova, interessante rassegna organizzata dall’Asilo (vico Maffei 4; per informazioni e programmi, il sito e la pagina Fb), che parte questo mercoledì 14 alle 18.30, e prevede quattro proiezioni sino a giugno, accompagnate da altrettanti brevi momenti di dibattito.

L’affinità in questione «comprende i concetti di amicizia, mutuo sostegno, solidarietà» – come recita l’introduzione al ciclo, che si intitola “Siblings" e si muove «nel segno della fratrìa». Una fratrìa, c’è da dire, talvolta anche difficoltosa, morbosa, dolorosa.

E allora, le pellicole scelte (tutte in lingua originale sottotitolata) analizzano, affrontano, indagano, mostrano questo sentimento in sue differenti forme.

A partire dal rapporto tra sorelle raccontato da Ingmar Bergman in quello che è considerato uno dei suoi indiscussi capolavori: “Sussurri e grida”. Qui, la morte imminente di una delle tre scatena ricordi e riesuma tensioni, mostra dolori e aridità, che hanno anche lo scopo di calcolare il peso che il passato fa gravare sulle vite e di farsi portatori della critica sociale mossa dal regista.

Si riprende il 18 aprile alle 19, quando tocca a “Inseparabili” di David Cronenberg – “horror interiore” che vede al centro la coincidenza pressoché totale di due gemelli, sino al momento in cui in uno di loro si rompono alcuni equilibri. Questo corto circuito porterà conseguenze drammatiche e tragiche.

Sono le giovani, intraprendenti sorelle di “Mustang” di Deniz Gamze Ergüven le protagoniste della proiezione di mercoledì 16 maggio (alle 19). All’istintiva, briosa freschezza delle battute iniziali, quando le ragazze si concedono di giocare al mare con i loro compagni maschi, segue la repressione messa in atto dallo zio con il quale – orfane, in un piccolo villaggio turco – vivono. Repressione che, per riportare loro e soprattutto il nome della famiglia all’onorabilità, comprende anche la frettolosa scelta di mariti cui darle in sposa. Alcune si piegheranno al volere dello zio, altre continueranno a lottare per la propria libertà.

La rassegna chiude il 13 giugno (di nuovo alle 19) con “Giulia” di Fred Zinnemann: qui il sentimento è quello cui si accennava al principio: quello di chi, pur non essendolo per nascita, sente straordinari, fraterni, l’affetto e la complicità con un’altra persona. Protagoniste della pellicola sono due donne, amiche d’infanzia, che la vita – e la storia, attraverso il nazismo – divide. Si incontreranno di nuovo in due occasioni, ma l’epilogo drammatico troverà sollievo solo nel ricordo affettuoso e in un non sopito istinto di sopravvivenza. 
Mercoledì 14 Marzo 2018, 11:45 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 11:45
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP