Il maestro Ciavolino al Flacco per festeggiare Leopardi

di Francesca Mari

PORTICI - Quadri, teatro e versi al Flacco per narrare il soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi: il liceo è già in festa per il 220 compleanno del poeta, che ricorre il prossimo 29 giugno. Per l’occasione, i corridoi dell’istituto sono stati trasformati in una galleria d’arte per la mostra del ciclo di dipinti «Un amore di Leopardi a Torre del Greco» del noto pittore torrese Ciro Adrian Ciavolino, con guida e percorso critico degli studenti.

Nella Biblioteca del «Quinto Orazio Flacco» si sono aperte le danze per i festeggiamenti dedicati al poeta recanatese che soggiornò all’ombra del Vesuvio tra il 1833 e il 1837, ospite del suo amico Antonio Ranieri, per curare la sua cagionevole salute. L’iniziativa, voluta dalla dirigente scolastica Iolanda Giovidelli e coordinata dalla referente della Biblioteca, la professoressa Tommasina La Rocca, ha delineato attraverso diverse forme artistiche il profilo, tra storia e leggenda, del poeta de «L’infinito» negli ultimi anni della sua vita.

Nella mattinata di venerdì di scena per la scolaresca lo spettacolo di Gianni Aversano, «Il Gobbosnob, ovvero il Ranavuottolo», il modo in cui Leopardi era chiamato scherzosamente dai suoi amici napoletani. Poi  il vernissage della mostra di Ciro Adrian Ciavolino, per genitori e visitatori, con la partecipazione esclusiva del pittore, nei corridoi allestiti dall’architetto Orsola Corrado. «Un amore di Leopardi a Torre del Greco», le dieci tele di Ciavolino ispirato dalla leggenda che esistesse un’altra Silvia dai colori mediterranei, e in cui l’autore ha elogiato la figura femminile. La mostra è animata dagli alunni del liceo che accompagnano i visitatori lungo un percorso di versi da loro stessi scritti e ispirati ai temi leopardiani.

Le tele ora in mostra al Flacco, saranno riproposte nella personale di Ciro Adrian Ciavolino insieme alle sua raccolta «Gli Ultimi Canti» nell’esposizione sponsorizzata dal liceo stesso, al via il 21 maggio alle Scuderie di Villa Favorita ad Ercolano. «La figura di Leopardi è una icona che non può non toccare un cuore d'artista torrese - ha detto Ciro Adrian Ciavolino - pensando che proprio a Torre del Greco il poeta ha scritto i due ultimi Canti, che sono i più belli. Ho realizzato trenta opere in due cicli diversi. Sette di queste, del 2010, sono in permanenza nella Villa delle Ginestre, un'altra rimarrà nel prestigioso liceo di Portici che mi ha onorato dell'invito». Poi ancora altri spunti offerti dal poeta, nel corso del suo soggiorno vesuviano tra Torre del Greco, nell’attuale Villa delle Ginestre dove compose «La ginestra» e «Il tramonto della luna» e Portici, dove frequentò Villa Zelo con i suoi misteri. A parlarne nei giorni scorsi il giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Roberto Russo, che ha spiegato i possibili contatti del poeta con la Massoneria e i moti rivoluzionari che Leopardi condivise con l’amico Ranieri.

«La giornata leopardiana – ha detto la referente Tommasina La Rocca – ha offerto spunti per una figura del poeta inconsueta. Dal racconto, infatti, documentato dalla lettura di alcune pagine tratte dall’epistolario, è emerso un Leopardi non riconoscibile nei testi letterari, un giovane che non disdegnava l’esagerazione, «si ingozzava» di gelati, confetti e limonate e non disdegnava l’uso di un linguaggio a volte scurrile e animato da un piglio rivoluzionario». «Siamo entusiasti di questo progetto- dice Ciro Borrelli di 4 I- perché ci sta insegnando cose su Leopardi che non conoscevamo. Poi apprendere attraverso le arti visive è ancora più entusiasmante».
Mercoledì 9 Maggio 2018, 12:52 - Ultimo aggiornamento: 09-05-2018 12:52
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